Uk: "Tony Blair appoggiò la guerra in Iraq un anno prima del conflitto"

LONDON, ENGLAND - JULY 07:  Former Prime Minister Tony Blair attends the service to commemorate the tenth anniversary of the London 7/7 bombings at St Pauls Cathedral on July 7, 2015 in London, England.  Today is the tenth anniversary of the 7/7 bombings, when four suicide bombers struck transport system in central London on Thursday 7 July 2005, killing 52 people and injuring more than 770 in simultaneous attacks.  (Photo by Ian Gavan - WPA Pool/Getty Images)

Tony Blair, ex premier britannico dal 1997 al 2007 e fautore della svolta neo-liberale nelle politiche laburiste, si era detto pronto con un anno di anticipo all'intervento del Regno Unito nella seconda guerra in Iraq contro Saddam Hussein. E' quello che emerge da una mail segreta, datata 28 marzo 2002, inviata al dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

A diffondere il documento riservato è stato il tabloid inglese Mail on Sunday. La mail, dell'allora segretario di Stato Colin Powell, era conservata nel server privato di posta elettronica di Hillary Clinton, anch'essa capo della diplomazia statunitense nel primo mandato Obama, attualmente candidata alla Casa Bianca.

Dal testo di quello che è una sorta di memorandum, elaborato una settimana prima del famoso vertice di Blair con il Presidente George W. Bush nel suo ranch di Crawford in Texas, si sostiene apertamente che il capo del governo di Londra sarà al fianco degli Stati Uniti nell'intervento militare in Iraq. Il conflitto però scoppiò solo un anno più tardi, il 19 marzo 2003.

Secondo quanto riportato, Blair avrebbe accettato di agire per conto di Washington per operare un change regime a Baghdad, prima di qualsiasi decisione da parte della Camera dei Comuni e dell'esecutivo inglese. In poche parole il leader laburista si sarebbe accordato con Bush per giocare il ruolo dello "spin doctor" del governo Usa, al fine di convincere l'opinione pubblica mondiale che il dittatore iracheno possedeva "armi di distruzioni di massa". Armi che non sono mai state trovate in otto anni di occupazione militare.

Tuttavia la macchina della propaganda era già partita nel 2002, tutto appariva lecito pur di giustificare l'improvvida guerra. E la propaganda finì per diventare farsesca, quando nel febbraio del 2003 ebbe luogo l'intervento di Powell all'Onu, nel quale mostrò teatralmente una fiala di antrace per suffragare le sue tesi.

Il Mail on Sunday è entrato in possesso anche di una seconda mail, in cui viene rivelato che Bush ricorse a "spie nel partito laburista" per aiutare Blair a mobilitare l'opinione pubblica a favore della guerra. Per parte sua, l'ex premier inglese ha sempre negato che nel summit di Crawford avesse già concesso l'appoggio per l'intervento in Medio Oriente.

Eppure solo cinque mesi dopo quell'incontro, presentò un dossier alla Camera dei Comuni sulle presunte capacità di Saddam di "lanciare un missile con un'arma di distruzione di massa su Londra in 45 minuti". Il dossier fu però alterato su ordine del portavoce di Downing Street, Alistair Campbell, rispetto all'originale preparato dagli esperti militari britannici, che furono coordinati dallo scienziato David Kelly, misteriosamente suicidatosi a luglio del 2003.

Queste nuove rivelazioni mettono certamente in difficoltà Blair davanti alla cosiddetta Commissione Chilcot, che dal 2009 indaga sulla guerra in Iraq. L'ex premier ha sostenuto davanti all'organismo indipendente di aver deciso di entrare in guerra per tempo, seguendo i passaggi parlamentari e dopo un'attenta analisi delle minacce e del rischio.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO