Caporalato, il Governo pensa alla confisca penale obbligatoria

Intercettazioni se ne parla alla Camera

Nella riforma del codice antimafia attualmente al vaglio del Governo sono stati presentati due emendamenti che prevedono la confisca penale “obbligatoria e allargata” per il reato di caporalato. Ma non solo, l’azienda e l’ente che si avvalgono dell’intermediazione dei caporali saranno oggettivamente reponsabili.

Il nuovo testo del codice sarà presentato in aula all’inizio di novembre, oggi il relatore Davide Mattiello (Pd) ha spiegato che gli emendamenti presentati sono in sintonia con il testo da lui presentato:

“Il caporalato non è una emergenza, piuttosto è un dato strutturale del lavoro bracciantile in molte zone del nostro Paese. Il caporalato è soltanto la punta di un iceberg che presuppone una organizzazione criminale ampia, efficiente e spietata: giusto quindi contrastare questo fenomeno sempre più attraverso i medesimi strumenti con i quali si contrastano le organizzazioni criminali di stampo mafioso”.

Alle dichiarazioni di Mattiello ha fatto seguito quella del ministro delle politiche agricole Maurizio Martina che ha posto l’accento sull’importanza dei due emendamenti spiegando che

“Le novità penali presentate oggi nell'ambito della riforma del codice antimafia sono un passo decisivo del lavoro che abbiamo intrapreso con ministero della giustizia e del lavoro”.

Secondo il rapporto Agromafie e caporalato del Flai nel 2014, i lavoratori sfruttati dai caporali, in Italia, sono 400mila e il 25% di questi (100mila) si trovano in condizioni “paraschiavistiche” e di grave sfruttamento.

Via | Ansa

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