Sottosegretario Barracciu rinviata a giudizio: "Mi dimetto, ma ne uscirò a testa alta"

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16.00 - Francesca Barracciu, sottosegretario ai Beni culturali, si è dimessa. "Ritengo doveroso dimettermi" – spiega l'esponente del Partito Democratico – "ed avere tutta la libertà e l’autonomia necessarie in questa battaglia dalla quale sono certa uscirò a testa alta".

Ricordiamo, che l'onorevole è stata rinviata a giudizio questa mattina nell’ambito dell’inchiesta sul presunto uso illecito dei fondi dei gruppi del Consiglio regionale sardo.

La decisione accontenta anche i gruppi parlamentari di Camera e Senato del Movimento 5 Stelle, che avevano immediatamente chiesto le dimissioni: "L'avevamo chiesto in tempi non sospetti, presentando già a marzo 2014 due mozioni a prima firma Manuela Serra ed Emanuela Corda, quando le indagini su Francesca Barracciu erano ancora in corso. Ora che il sottosegretario alla Cultura è stata rinviata a giudizio per il presunto uso illecito di fondi pubblici, quindi soldi di tutti i cittadini, il governo farebbe bene a trarne le dovute conseguenze".

21 ottobre 2015 - Francesca Barracciu, sottosegretario alla Cultura del governo Renzi, è stata rinviata a giudizio. L'accusa a suo carico, ovviamente tutta da verificare, è quella di peculato aggravato per uso illecito dei fondi dei gruppi del Consiglio regionale sardo.

A rinviare a giudizio l'ex consigliera della regione Sardegna è stata il gup di Cagliari, Lucia Perra. Nello specifico, il pm Marco Cocco le contesta spese per un ammontare di 81mila euro, inerenti alla XII legislatura. Spese che sarebbero state fatte passare per rimborsi di viaggi svolti per compiere attività politica.

Il processo avrà inizio il 2 febbraio 2016, davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Cagliari. E la Barracciu sarà assistita dall'avvocato Franco Luigi Satta.

Ricordiamo che la sottosegretaria alla Cultura era diventata europarlamentare del Partito Democratico nel 2009, dopo la rinuncia di Rosario Crocetta. In seguito, nel settembre 2013, ha vinto, al primo turno, le primarie del centrosinistra per le elezioni regionali sarde del 2014.

Tuttavia, travolta dalle polemiche su un suo coinvolgimento nell'inchiesta sui rimborsi "taroccati", era stata costretta dal suo stesso partito a ritirarsi.

Le polemiche intorno alla Barracciu sono tornate a tenere banco quando Renzi l'ha nominata membro del suo esecutivo. In quell'occasione, il premier ebbe a difendere la sua scelta nel seguente modo: "Ho sempre detto che non ci si dimette per un avviso di garanzia. E se parliamo di faccia, le dico con sguardo fiero che per me un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato".

Ora, però, siamo oltre l'avviso di garanzia, siamo al rinvio a giudizio. Quale sarà la linea di Renzi sul caso? Barracciu presenterà le dimissioni?

In attesa di saperlo, specifichiamo che la Barracciu si è già sottoposta a due interrogatori davanti al pubblico ministero. Ivi, ha sempre sostenuto di aver speso una parte dei fondi per dei rimborsi benzina. Ma, secondo il pm, non ha saputo giustificare le incongruenze emerse nelle memorie difensive e una telefonata fatta a un regista sardo. Per l'accusa, quella chiamata è stato un tentativo di inquinare le prove, mentre per il giudice solo una condotta "scomposta e deplorevole".

Nella telefonata, Barracciu ricordava al regista di essere diventata sottosegretario e gli comunicava che avrebbero potuto convocarlo come testimone nell'ambito dell'inchiesta in cui era coinvolta.

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