La destra che non c'è. Una riflessione critica sulle posizioni del centro-destra alla luce del caso Englaro

Finita la sbornia mediatica di notizie intorno al caso Eluana Englaro e a tutto il corollario di azioni-reazioni che ha suscitato, voglio aprire una discussione, o meglio una riflessione sullo schieramento che in linea teorica è più vicino alle idee di chi scrive e in generale di un certo elettorato genericamente (e molto approssimativamente) definito "liberalconservatore".

In questo momento provo un certo disagio, inutile negarlo. E non perché non rispetti la posizione di chi si è schierato a favore della vita a tutti i costi. La rispetto eccome. Lo stesso principio fondante del liberalesimo è fondato sul rispetto delle idee altrui. Il problema è la granitica compattezza del fronte di centro-destra di fronte a un caso etico controverso come quello di Eluana Englaro.

Si è verificato uno schiacciamento ideologico sulle posizioni della Chiesa che francamente fa paura. E se non mancano taluni esempi anche recenti di segno contrario, come ad esempio la querelle Maroni-Famiglia Cristiana, in questo caso l'identità di vedute è stata netta, e tutti coloro che si trovavano su posizioni liberalprogressiste (a me piace definirle anarco-liberali) è stato chiuso in un angolo e privato di rappresentanza senza tanti complimenti.

E invece lasciatemi gridare che questa destra esiste, e non è conservatrice nè clericale, anzi è proprio l'opposto. È una destra che non ha paura di fare propri alcuni concetti storici della sinistra come la solidarietà verso i deboli e gli emarginati, ma che non commette l'errore della sinistra di esaltare l'illegalità in nome del buonismo.

È una destra che quando prende posizione non lo fa per fare dispetto all'opposizione ma perché pensa con la propria testa.

È una destra che negli ultimi trent'anni ha amato De Andrè, Bennato, il Banco del Mutuo Soccorso, la Pfm, Nanni Moretti, Neruda, Calvino, Silone anche se erano tutti comunisti o di sinistra.

È una destra che si è battuta per il divorzio e per l'aborto, che ha letto Montanelli e Guareschi, che disprezzava i socialisti e la Democrazia Cristiana, ma è sempre stata antifascista. Ma non antifascista alla maniera partigiana, intendiamoci bene. Antifascista in senso antiautoritario, cioè senza chiudere tutti e due gli occhi davanti alla storia, al punto di meritarsi l'accusa revisionista.

È una destra che non c'è. O meglio, è una destra che in Parlamento non c'è. Ma non per questo non esiste, e proprio oggi che è stata offesa grida più forte che mai di essere viva.

  • shares
  • Mail
51 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO