Regione Sicilia: Crocetta azzera la Giunta. Entro sabato nuovo governo (il quarto)

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Il caso della telefonata con Matteo Tutino, la maggioranza sempre in bilico, il gruppo renziano del Partito Democratico che farebbe volentieri a meno di lui. Insomma, Rosario Crocetta, l'uomo che doveva fare la rivoluzione in Regione Sicilia, è stato costretto ad azzerare nuovamente la giunta. Ed entro sabato dovrebbe nascere il cosiddetto Crocetta quater.

"Per me la giunta è azzerata nel suo complesso, in ogni caso prima di firmare la revoca delle deleghe ho il dovere di informare i singoli assessori per un rapporto di correttezza e trasparenza", ha dichiarato l'ex sindaco di Gela ad Adnkronos. Ed ha aggiunto all'Ansa: "La giunta è tutta azzerata politicamente, non ho ancora ritirato le deleghe perché sto verificando gli impegni istituzionali degli assessori per non compromettere l'attività amministrativa. Entro sabato voglio formare il nuovo governo".

Dunque, per evitare le elezioni elezioni anticipate e per rimanere al comando altri due anni, la strada appare segnata. Crocetta proverà a far entrare in giunta nuovi politici e deputati regionali. Nelle prossime ore, tutte le formazioni politiche siciliane discuteranno le posizioni da assumere. Intanto, Fausto Raciti, segretario regionale del Pd, è già al lavoro per trovare una quadra anche all'interno del partito del Presidente.

L'ipotesi più probabile per blindare la legislatura è quella di far entrare in giunta tutti i big e i capi corrente. Si vorrebbe così accontentare renziani, ex cuper­liani, Area­Dem, Udc-Ncd ( e forse Sicilia Futura e Sicilia Democratica). Questa soluzione avrebbe il vantaggio di preparare il terreno per le elezioni del 2017, quando il Pd probabilmente punterà ad un patto con tutte le anime ex-democristiane che ci stanno.

Inoltre, perseguendo questo metodo, si finirebbe per smorzare le pretese di chi nel Pd non vedeva l'ora di mandare Crocetta a casa. Stiamo parlando in primo luogo del sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, che a luglio di quest'anno twittava: "Inevitabili dimissioni Crocetta e nuove elezioni. Quelle parole su Lucia Borsellino una vergogna inaccettabile". Ma anche di Antonello Cracolici che, entrando lui stesso in giunta, potrebbe mettere da parte la richiesta dell'estate scorsa di "chiudere la legislatura".

Secondo Il Manifesto, però ci sarebbero altre opzioni in ballo, anche se sembrano meno probabili. La prima è che Crocetta formi un nuovo esecutivo confermando alcuni degli assessori uscenti, e con questi tentare di una trattativa con il governo sulla copertura del disavanzo regionale di quasi 2 miliardi di euro.

Poi c'è un'altra ipotesi. Crocetta tieni fuori i renziani e prova a trovare i numeri per governare in Consiglio. Ma andare allo scontro con il premier e i suoi fedelissimi sarebbe un rischio che il Governatore molto probablimente non sceglierà di correre. Anche perché se i problemi finanziari della Sicilia si aggravassero si potrebbe valutare il commissariamento.

Infine, rimangono altre due soluzioni. Le elezioni anticipate ( a volerle veramente è solo il Movimento 5 Stelle che, secondo i sondaggi, potrebbe beneficiarne) e un governo del Presidente.

Forse Rosario Crocetta ce la farà anche questa volta a non farsi togliere la poltrona a Palazzo d'Orléans. Tuttavia del politico anti-mafia che doveva riformare il sistema, e magari usare l'esperienza locale come trampolino di lancio per futuri incarichi nazionali, resta ben poco. I giochi di potere, un giro di nomine infinite, la gestione non proprio efficace delle risorse, sembrano aver già fatto dimenticare le tante speranze che accompagnarono la sua elezione a Presidente della Regione nel 2012.

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