Tony Blair si scusa per la guerra in Iraq

L'ex premier inglese si scusa per l'intervento contro Saddam Hussein: "Pessima intelligence"

Tony Blair si è scusato per l'intervento inglese in Iraq del 2003. In un'intervista concessa al network americano CNN l'ex premier britannico si è esposto come mai prima ammettendo alcuni errori decisionali all'epoca della decisione di intervenire contro Saddam Hussein nel 2003 invadendo l'Iraq, anche se non ha ammesso alcuna responsabilità diretta.

Nel corso dell'intervista con il giornalista Fareed Zakaria, rispondendo ad una domanda sui servizi di intelligence e sulle informazioni che questi fornirono agli allora capi di Stato Blair e Bush ed ai loro gabinetti, Blair ha ammesso un "pessimo lavoro" di intelligence, chiedendo scusa per quell'intervento ed ammettendo anche che il conflitto potrebbe aver scatenato l'ascesa dell'Isis in Iraq.

"Mi scuso perché il rapporto dei servizi segreti era sbagliato. [...] Mi scuso anche per alcuni errori nella pianificazione dell'intervento militare soprattutto chiedo scusa per la sottovalutazione di quelle che sarebbero potute essere le conseguenze una volta rimosso il regime. [...] ma non si può dire che chi ha rimosso Saddam nel 2003 sia responsabile della situazione del 2015".

L'intervista, contenuta in un documentario mandato in onda oggi sul network americano dal titolo Long Road To Hell: America In Iraq. Nel 2007, nel corso del suo ultimo mandato, lo stesso Blair aveva dichiarato di non credere nel dover rendere delle scuse a nessuno per ciò che gli inglesi e gli americani stavano facendo in Iraq. La scorsa settimana invece, in un'altra intervista, un documento pubblicato sul Mail on Sunday aveva rivelato un retroscena inedito, che voleva il premier britannico favorevole all'intervento in Iraq già un anno prima dell'effettivo inizio dei bombardamenti.

Blair avrebbe accettato di agire per conto di Washington per operare un change regime a Baghdad, prima di qualsiasi decisione da parte della Camera dei Comuni e dell'esecutivo inglese, una specie di spin-off per conto di Washington.

La posizione di Blair sull'Iraq è sempre stata molto critica e c'è chi, da prima dell'invasione in Iraq, chiede che George W. Bush e Tony Blair vengano incriminati alla corte penale internazionale per crimini contro l'umanità: tra questi c'è il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (PRNTT), che denunciò sin da subito come l'ipotesi esilio per Saddam Hussein fosse qualcosa di possibile ma che fu scartata dai due, che scelsero appositamente la guerra per eliminare il Rais di Baghdad.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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