Usa 2016: i Bush si riuniscono per sostenere la candidatura di Jeb

I sondaggi vanno sempre peggio, così i due ex presidenti prendono in mano la situazione

Non è cosa di tutti i giorni vedere due ex presidenti degli Stati Uniti riunirsi assieme a consiglieri e finanziatori per sostenere un candidato alla Casa Bianca: è possibile però se i due sono George H. W. e George W. Bush, e se il candidato è Jeb Bush, ultimo rampollo della dinastia repubblicana, alle prese con una campagna elettorale che doveva essere trionfale e che rischia di trasformarsi in una disfatta.

Jeb Bush, figlio del 41° e fratello del 43° presidente degli Usa, doveva essere il grande favorito di queste primarie repubblicane, e invece non è mai riuscito a sfondare nei sondaggi e, dopo l'entrata in scena di Donald Trump, ha iniziato a perdere inevitabilmente consensi fino a scendere sotto il 10%. Una crisi talmente grave che i giornalisti cominciano a parlare di un possibile ritiro. Così il patriarca George H. W. Bush, 91 anni ma sempre molto attivo, ha convocato figli, consiglieri e, soprattutto, finanziatori per mostrare che la famiglia è vicina a Jeb e per dare una svolta alla campagna elettorale.

Come è andata? Le dichiarazioni degli interessati parlano di un clima sereno e della volontà di andare fino in fondo, ma gli insider parlano di un'atmosfera decisamente preoccupata: "Il paziente o è in terapia intensiva e aspetta che un bravo dottore lo rimetta in sesto, oppure è terminale e assisteremo a una lenta fine" è stata la sintesi, ben poco ottimista, di uno dei partecipanti. E lo stesso Jeb sembra molto abbattuto, tanto che sabato si è lasciato andare a uno sfogo "Eleggete Trump se è quello che volete!" si è lasciato sfuggire.

Trump è diventato il simbolo della disfatta di Jeb, perché ha dimostrato l'incapacità del terzo Bush di entrare in contatto con la base repubblicana: è ancora visto come l'uomo dell'establishment, inviso alla destra e al Tea Party, e Trump ha cavalcato questa sensazione fino a ridicolizzarlo. E sul terreno dello scontro personale, quelle poche volte che ci ha provato, Jeb è stato disastroso. Anche la riunione di famiglia è stata oggetto di scherno da parte del tycoon, che l'ha riassunta con uno sprezzante "Jeb va da mamma e papà".

Ma "mamma e papà" sono decisi a non restare a guardare, e sono già partiti i primi cambiamenti nello staff del candidato. Da qui al primo febbraio – quando si inizierà a fare sul serio con le primarie in Iowa e New Hampshire – dovrà cambiare di molto la campagna elettorale di Jeb, e bisognerà tenere motivati i finanziatori, perché il rischio in questa fase è che finiscano i soldi.

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