Nozze gay: il consiglio di Stato dice no alle trascrizioni

Ma secondo alcuni il giudice Deodato sarebbe di parte e schierato per la famiglia tradizionale.

unioni civili legge ddl cirinnà

Prima che iniziasse la battaglia per riuscire a portare anche in Italia, e senza troppi patemi, le unioni civili, c'era stata la stagione delle trascrizioni delle nozze gay contratte all'estero. Un "sotterfugio" con cui molti sindaci avevano preso a riempire quello che è, e rimane, un vuoto legislativo: se mi sono sposato con una persona dello stesso sesso all'estero, posso farlo trascrivere in Italia?

Secondo molti sindaci, sì; secondo il ministro Alfano, no. E infatti Alfano aveva dato ordine ai prefetti di impedire che quelle trascrizioni fossero firmate e validate. Oggi, però, c'è un nuovo capitolo: il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza che boccia le trascrizioni all'estero. A scatenare la polemica, però, non è tanto il merito della sentenza, ma chi (tra gli altri) ha espresso questa sentenza: Carlo Deodato, che sul suo profilo Twitter si definisce "cattolico, sposato e padre di due figli. Uomo libero e osservatore indipendente di politica, giurisdizione, costumi, società".

Fin qui, niente di strano; il fatto è che il giudice nella sua carriera sui social ha anche all'attivo parecchi retweet di giornali ultraconservatori che promuovono le iniziative delle Sentinelle in Piedi. Ed essendo quel gruppo uno dei più acerrimi nemici delle nozze gay, viene in effetti da domandarsi quale può essere l'oggettività nel giudizio.

Deodato è però uno solo dei cinque giudici che hanno preso questa decisione (che va contro quando affermato per quattro volte da vari Tar). Rete Lenford, associazione per i diritti Lgbt, spiega invece perché la decisione sarebbe sbagliata: "Il verdetto si regge su una interpretazione errata del diritto civile e costituzionale. L'articolo 115 del codice civile ha un contenuto differente da quello che sostiene il Consiglio di Stato. Esso fa espressamente riferimento solo e soltanto agli articoli del codice sulla maggiore età, sulla libertà di stato e sui gradi di parentela e affinità per poter contrarre matrimonio. Se sono soddisfatti i predetti requisiti, il cittadino italiano può contrarre matrimonio all'estero".

E invece nella sentenza si afferma "l'inesistenza del matrimonio same-sex e si sostiene in maniera irrefutabile che il matrimonio same-sex contratto all'estero è improduttivo di effetti. La sentenza dei giudici amministrativi dice, poi, che l'articolo 29 della Costituzione ha costituzionalizzato il matrimonio eterosessuale cosa che neppure la Corte Costituzionale ha mai affermato".

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