Libia, Pinotti: "Accuse di Tobruk all'Italia sono dovute alle tensioni per i negoziati Onu"

Secondo il ministro della Difesa il governo di Tobruk vuole influenzare i negoziati portati avanti da Bernardino Leon, emissario Onu.

Nave Cavour

18:00 - La Libia fa potenzialmente marcia indietro in merito alla questione del presunto sconfinamento di tre navi italiane nelle acque territoriali libiche. Ibrahim Dabbashi, rappresentante permanente della Libia all'Onu ha infatti dichiarato: "Prima di muovere l'accusa che tre navi da guerra italiane siano entrate nelle acque libiche servono conferme, per ora non è nessun riscontro". Il funzionato ha sottolineato la gravità di un eventuale sconfinamento ma anche aggiunto che molto probabilmente non si trattava di navi del nostro paese.

Lunedì 2 novembre 2015 - Il ministro della Difesa Roberta Pinotti è intervenuta questa mattina alla trasmissione Agorà su Raitre e ha ribadito che la notizia diffusa ieri da Tobruk sullo sconfinamento delle navi italiane in acque libiche è falsa e ha aggiunto:

"Le nostre navi, che pattugliano il Mediterraneo, erano in acque internazionali. Le tensioni attuali in Libia sono legate alla volontà di influire o addirittura mandare a monte i negoziati portati avanti dall'emissario Onu, Bernardino Leon"

Intanto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è ad Algeri per un meeting con i colleghi di Egitto e Algeria e ha parlato anche della Libia dicendo che se l'accordo di pace dell'ONU sulla Libia sarà approvato

"l'Italia, insieme con Egitto, Algeria e altri Paesi, è pronta a sostenere e accompagnare la rinascita della Libia. Non esistono accordi perfetto, ma la proposta dell'Onu sulla Libia è un compromesso intelligente che può essere una base per il futuro"

La Libia accusa l'Italia: "Navi da guerra nelle nostre acque"


Domenica 1 novembre 2015

- Reciproco scambio di accuse tra il governo di Tobruk, l'unica formazione libica riconosciuta a livello internazionale, e l'Italia. Con un comunicato su Facebook e Twitter dalla Libia accusano la Marina Militare di aver sconfinato nelle acque territoriali del paese nordafricano. Nella notte tra sabato e domenica tre navi da guerra sarebbero state intercettate a largo delle coste di Bengasi, a Daryana, città distante una cinquantina di chilometri.

L'esecutivo di Tobruk ha annunciato che utilizzerà "ogni mezzo" per proteggere la propria sovranità territoriale. Fonti del ministero della Difesa smentiscono però seccamente l'ipotesi di uno sconfinamento non autorizzato in acque libiche: "La notizia diffusa stamane da fonti libiche circa la presenza ieri di tre navi italiane nelle acque territoriali libiche è falsa. Tutte le navi militari italiane presenti nel Mediterraneo operano in acque internazionali rispettando i limiti stabiliti dai trattati".

Le navi sotto accusa potrebbero far parte della missione europea di sorveglianza delle coste della Libia Eunavformed oppure dell'operazione italiana "Mare Sicuro".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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