Germania: Angela Merkel rischia una crisi di governo sulla questione profughi

PARIS, FRANCE - OCTOBER 27:  German Federal Chancellor Angela Merkel delivers a speech during the France-Germany digital conference at the Elysee palace  on October 27, 2015 in Paris, france.   Francois Hollande, Merkel and Jean-Claude Juncker attend a workshop on new technologies during a Franco-German digital summit at the Elysee Palace.  (Photo by Thierry Chesnot/Getty Images)

Quando il 4 settembre scorso, Angela Merkel, ha inaugurato una nuova fase delle relazioni tra Germania e Unione Europea, aprendo le porte del suo paese ai profughi, ha colto tutti di sorpresa. Mai prima un capo di governo continentale aveva preso una posizione così esplicita in merito.

A circa due mesi da quella decisione, però, le pressioni provenienti dai paesi dell'est e dai suoi stessi alleati di governo rischiano di rimettere tutto in discussione. La minaccia più consistente per la Merkel arriva proprio da "casa sua": la Csu, ma anche una parte della Cdu, non ha gradito la svolta sui richiedenti asilo. E promette una battaglia durissima.

Sul tema migranti oggi c'è stata una riunione di governo, a cui ha preso parte anche la Spd (membro della Grosse Koalition). Dal vertice è emerso chiaramente che la spaccatura persiste, visto che il capo della Csu e Primo Ministro della Baviera, Horst Seehofer, ha fatto capire che potrebbe uscire dalla maggioranza.

Il leader conservatore starebbe pensando addirittura di ricorrere alla Corte costituzionale, a cui vorrebbe chiedere il via libera per imporre misure straordinarie di controllo alle frontiere del suo Land (confinante con l'Austria). La sua tesi è che Berlino non ha saputo difendere i confini, lasciando le autorità locali in una situazione complicatissima da gestire.

Se Seehofer desse seguito alle sua minaccia di scaricare il governo, si tratterebbe della fine di un'alleanza storica. Infatti L'Unione Cristiano-Sociale è un partito politico operante solo in Baviera, ed è considerato una costola della Cdu della Merkel, che è presente invece in tutti gli altri stati federati tedeschi.

Secondo la stampa tedesca, Merkel starebbe studiando un compromesso da presentare a Seehofer: creare dei centri di accoglienza “multifunzione” al confine. Qui i rifugiati dovrebbero essere registrati e le loro domande vagliate. E, nel caso, si potrebbe procedere con respingimenti immediati. Ricordiamo che fino ad oggi queste funzioni non fanno parte di un processo burocratico unitario. Si procede in questa maniera per evitare i ricorsi delle organizzazioni umanitarie, che si battano affinché non vengano impediti sommariamente gli accessi ai migranti.

Basterà questa proposta a placare la Csu? E' probabile che Seehofer continui a tirare la corda, ma, secondo molti osservatori, è difficile che la spezzi. Andare ad una crisi di governo, generando instabilità in una fase di emergenza, produrrebbe senz'altro una crisi di consensi presso l'elettorato.

Tuttavia, per Merkel la questione non sarà facile da sbrogliare. Lo stesso ministro delle Finanze, Wolfgang Schäuble, pur appoggiando la svolta della Cancelliera, è stato costretto ad ammettere che sul piano organizzativo la gestione dei flussi è drammatica.

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