È morto Günter Schabowski, l'uomo che fece cadere il Muro di Berlino

È morto a Berlino all'età di 76 anni l'uomo che con con una conferenza stampa fece crollare il Muro di Berlino e scrisse la parola fine della DDR.

Günter Schabowski è morto ieri a Berlino all'età di 86 anni, ad annunciarlo è stata la moglie Irina, negli ultimi anni aveva avuto molti problemi di salute, si è spento in una casa di cura. Schabowski era un funzionario del SED, il Partito di Unità Socialista di Germania, è il suo nome rimarrà per sempre scritto nei libri di storia a causa di alcuni errori, commessi durante una conferenza stampa, che di fatto hanno portato alla caduta immediata del Muro di Berlino.

Il blocco comunista perde pezzi

Era il 9 novembre 1989, il blocco comunista stata ormai da tempo perdendo pezzi. In particolare la Germania dell'Est (DDR) era preoccupata per le frontiere aperte verso l'occidente dall'Ungheria, un valico che già molti cittadini tedeschi orientali avevano iniziato a usare per scappare in occidente dopo 45 anni di isolamento. Per questo il Politbüro, il comitato esecutivo del SED, aveva deciso di permettere ai propri cittadini di richiedere e ottenere i documenti per poter viaggiare o trasferirsi all'estero. L'introduzione di questa norma sarebbe però dovuta avvenire gradualmente. La novità, secondo i piani, sarebbe stata messa in atto nella notte tra il 9 e il 10 novembre, in sordina, per poi iniziare ad accettare le prime pratiche la mattina del 10.

La conferenza stampa di Schabowski che cambia la storia

Günter Schabowski

Alle 18 del 9 novembre Schabowski si presenta in sala stampa per incontrare i giornalisti in qualità di portavoce di membro e portavoce del Politbüro, all'ordine del giorno c'è proprio l'annuncio, cauto, dell'introduzione di queste nuove norme. Che fosse stata una conferenza importante si sapeva, infatti erano presenti sul posto anche molti reporter stranieri. Quando Schabowski dichiara che i cittadini della DDR avrebbero potuto richiedere i documenti per viaggiare all'estero con l'introduzione delle nuove regole, alcuni giornalisti si rendono conto della portata di quelle parole e iniziano a pressare il funzionario.

Gli viene chiesto se questa regola valeva anche per andare da Berlino Est a Berlino Ovest, la risposta è affermativa. Schabowski è in confusione, legge febbrilmente un fogliettino con degli appunti, quando arriva la domanda che cambia la storia: "Ab wann?", da quando. La risposta frettolosa è più potente di una picconata: "Sofort, unverzüglich". Da subito, immediatamente. In quel preciso momento di fatto crolla il muro. Sulla paternità dell'ormai famosa domanda sono ancora in atto delle dispute e ognuno cerca di tirare acqua al suo mulino. Per molti a porla sarebbe stato il corrispondente italiano dell'Ansa Riccardo Ehrman, per altri invece si sarebbe trattato del tedesco Peter Brinkmann, entrambi seduti in prima fila. Secondo alcuni storici e testimoni presenti in sala stampa sarebbe stato invece l'americano della NBC Tom Brokaw.

Ma come è facile intuire quello della paternità della domanda è solo un dettaglio marginale, poiché la macchina della storia si è appena messa in movimento. Le immagini della conferenza stampa vengono trasmesse alle 19:17 dal telegiornale della ZDF, alle 20 anche ARD ne parla. Questo comporta che anche i cittadini dell'est, che ricevevano i canali dell'ovest, apprendono la notizia ed è come se deflagrasse un bomba.

Il crollo del Muro di Berlino

Migliaia di persone si riversano verso i check point che dividono la città in due. I soldati di guardia non sono stati informati e si trovano in difficoltà, non sapendo come agire. In un primo momento provano a contenere la folla, ma nessuno si sente di impartire l'ordine di reagire con la forza. Alle 11:30 l'ufficiale della Stasi Harald Jäger da l'ordine di aprire i cancelli di Bornholmer Straße e un fiume di persone si riversa dall'altro lato del muro. Ad attenderli i concittadini dell'ovest, pronti ad un abbraccio atteso per 28 anni.

Günter Schabowski

Schabowski fu immediatamente espulso dal SED, un partito ormai senza alcun valore. Anche se non era ufficiale la DDR cessò di esistere quella sera, l'unificazione delle due Germanie sarà poi completata meno di un anno dopo, il 3 ottobre del 1990. Successivamente Schabowski è stato condannato a tre anni di carcere insieme a Egon Krenz, l'allora capo del SED, e Günther Kleiber, tutti erano ritenuti responsabili delle violenze nei confronti dei cittadini di Berlino Est uccisi per aver tentato di attraversare il muro.

In carcere resterà un solo anno, dal 1999 al 2000. Si racconta che nei suoi anni di vita post DDR abbia espresso più volte rammarico e abbia accettato le responsabilità "morali" per quello che il regime socialista ha commesso in 45 anni di esistenza. Lo testimonia anche il libro da lui scritto, e pubblicato nel 2009, dal titolo "Wir haben fast alles falsch gemacht: Die letzten Tage der DDR", che tradotto letteralmente significa "Abbiamo sbagliato quasi tutto: gli ultimi giorni della DDR"

La moglie Irina aveva in seguito dichiarato che il marito fosse assolutamente consapevole di quello che stava accadendo nel momento in cui ha risposto alle famose domande della conferenza stampa, che non si trattasse insomma di errori. Ma anche in questo caso la verità e le sue sfumature assumono la dimensione del dettaglio, di fronte alla grandezza del cambiamento storico avvenuto nel giro di poche ore. E Schabowski, in un modo o nell'altro, quella storia ha contribuito a scriverla.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO