La Camera approva la fiducia sul decreto Sviluppo e sull'Agenda digitale


13 dicembre. Nella serata di ieri, con una votazione insolitamente breve per una fiducia, la Camera ha votato sì al decreto Sviluppo nella stessa formulazione approvata la scorsa settimana al Senato. I voti favorevoli sono stati 295, i contrari 78 e gli astenuti 114. Il Pdl, come già nelle fiducie della scorsa settimana, si è astenuto. L'esame del provvedimento riprenderà questa mattina con il voto sugli ordini del giorno, cui seguirà la votazione finale.

Con il sì al decreto, diventa legge anche l'Agenda Digitale italiana. Ieri il Commissario Ue per la Digital Agenda, Neelie Kroes, aveva scritto una lettera ai deputati italiani invitandoli a votare il provvedimento, ed era intervenuta anche su Twitter (con un italiano un po' incerto, a dire il vero)


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Stiamo vivendo quella che è forse l'ultima settimana intera della XVI legislatura repubblicana: mancano poche sedute, poi verrà approvata la Legge di Stabilità e il presidente Napolitano scioglierà le Camere. La crisi di governo ha ucciso nella culla molti provvedimenti che si sarebbero dovuti approvare nel già convulso finale di legislatura: l'accorpamento delle province è definitivamente saltato, la riforma elettorale era già in bilico prima figuriamoci adesso, la legge sull'incandidabilità dei condannati resterà un lascito al prossimo governo.

Oltre alla già citata legge di Stabilità, sono almeno due i provvedimenti che probabilmente verranno votati: il dl salva-Ilva (senza il quale lo stabilimento di Taranto potrebbe chiudere di nuovo tra poche settimane) e il disegno di legge costituzionale sul pareggio di bilancio, il ddl che introduce il principio del bilancio a base zero nella Costituzione, come da accordi con l'Ue. Con una mancata approvazione l'Italia verrebbe meno agli impegni presi con l'Europa. In queste ore il ddl è in discussione alla Camera e il voto dovrebbe arrivare tra stasera e domattina, con il Pdl che ha annunciato il sì.

Domani inizia invece, sempre a Montecitorio, la discussione sul Dl Crescita, quello stesso su cui al Senato il Pdl è uscito dalla maggioranza. In mattinata ci sarà il voto sulla pregiudiziale presentata dall'Idv, quindi il governo porrà la questione di fiducia, anche visto il gran numero di emendamenti presentati.

Rischia di cadere nel nulla invece il cosiddetto Dl Crescita 2.0, ovvero l'Agenda digitale del governo Monti: il provvedimento è stato presentato in Gazzetta il 18 ottobre e fra poco scadranno i 60 giorni per la conversione. L'impegno del Dl Crescita 2.0 era di dare impulso alle start-up italiane, portare la banda larga a tutti, digitalizzare la PA, aumentare la presenza di ebook nelle scuole, con un risparmio stimato in 200 euro annui a famiglia. Il Dl è in commissione alla Camera, e i tempi per l'approvazione sono strettissimi.

Per quanto riguarda la legge di Stabilità, la discussione era calendarizzata per l'inizio della settimana prossima, ma adesso la data potrebbe cambiare. Sicuramente cambierà il contenuto: vista l'impossibilità di approvare leggi specifiche, il governo potrebbe inserire come maxi-emendamento il Milleproroghe e altri provvedimenti in scadenza, contando sul fatto che la ex-maggioranza non si prenderà la responsabilità di rifiutare la legge di Stabilità e mandare il bilancio dello Stato in esercizio provvisorio.

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