Nato, al via Trident Juncture 2015 (Video). Oggi proteste a Capo Teulada

L'esercitazione della Nato, Trident Juncture 2015, definita come la più importante dai tempi della Guerra Fredda, ha preso il via lo scorso 21 ottobre nell’aeroporto di Trapani Birgi. Nelle operazioni saranno coinvolti nel complesso 30 paesi (quelli del Patto Atlantico più Australia, Austria, Bosnia-Erzegovina, Finlandia, Macedonia, Svezia e Ucraina), con 140 aerei e 60 navi.

Nella mega-esercitazione sono coinvolti 4 mila militari italiani. Proprio nella giornata di ieri, i paracadutisti del 187° reggimento della Brigata Folgore hanno effettuato un lancio di massa in Spagna, acquisendo il controllo del perimetro difensivo "di un'area chiave", al fine di consentire il successivo ingresso delle forze terrestri alleate. Ricordiamo che gli spazi aerei che saranno utilizzati dalla Nato sono quelli di Italia, Spagna, Portogallo e del Mediterraneo centrale.

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, parlando con la testata spagnola ABC.es, ha definito Trident "un chiaro segnale sulla determinazione a difendere l'Alleanza contro ogni minaccia". Ed ha aggiunto: "inviamo un messaggio a qualsiasi avversario potenziale: la Nato è pronta a dislocare prontamente le forze armate, possiamo farlo su terra, in mare e in aria".

L'avvertimento, visto le ultime esternazioni del politico norvegese, non può non essere rivolto anche la Russia di Vladimir Putin. E' stato proprio Stoltenberg a dire nel settembre scorso, al Wall Street Journal, che la Nato, dopo un impegno "fuori area" (l'Afghanistan), "sta tornando a casa".

Il nostro sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, ha affermato che “l’esercitazione testimonia la volontà di continuare a dotarsi di capacità operative e complessi di forze, strumenti, piattaforme e sistemi sempre più efficaci, rapidi a dispiegarsi e ad intervenire". (cit. Analisi Difesa).

Tuttavia, le discussioni non mancano sull'utilità e la trasparenza dell'esercitazione. Segnaliamo, a tale riguardo, le polemiche sul ruolo tenuto dal Joint Force Command di Napoli. Secondo alcuni articoli apparsi in rete, nel capoluogo partenopeo si gestirebbe il comando e il controllo (almeno per quest'anno) dell'operazione dalla Nato Response Force. E ciò sarebbe in contrasto con quanto dichiarato da Alfano, in risposta ad un'interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle: "l’esercitazione sarà guidata [da subito] dal Joint Force Command Brunssum (Olanda) e non dal Joint Force Command di Napoli".

Intanto, si susseguono le manifestazioni di protesta. La prima è stata a Napoli il 25 ottobre scorso. Oggi, invece, è la volta di Capo Teulada (Sardegna), dove un migliaio di attivisti ha mostrato il proprio dissenso marciando in corteo e scandendo slogan. Il questore di Cagliari ha deciso di negare il permesso a manifestare davanti al poligono, provocando le rimostranze degli organizzatori.

Come ha dichiarato all'Ansa Salvatore Drago (Usb): "Siamo qui per due motivi: contro le esercitazioni, ma anche contro questi 12 fogli di via che allontanano altrettante persone da Teulada. Per noi è assurdo, non si può criminalizzare il dissenso. Usb è per la smilitarizzazione del territorio: i poligoni devono essere bonificati per creare un'economia di pace e non di guerra".

Capo Teulada è particolarmente interessata dall'esercitazione. Se infatti ci saranno solo operazioni simulate a Trapani e a Poggio Renatico, sul promontorio sardo si sparerà per davvero. E poco importa se il poligono è in prossimità di un paradiso naturale, con la sua splendida spiaggia di Cala Zafferano.

US marines push a Humvee stuck on the sand as they disembark from the overcrafts deploid by the USS Arlington amphibious transport dock during the NATO's Trident Juncture exercise at Pinheiro da Cruz beach, south of Lisbon, near Grandola on October 20, 2015.   AFP PHOTO/ FRANCISCO LEONG        (Photo credit should read FRANCISCO LEONG/AFP/Getty Images)

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