Turchia: arrestati 35 oppositori di Erdoğan, licenziati 58 giornalisti

Le persone arrestate sono accusate di essere vicine a Fethullah Gülen già accusato di terrorismo. Licenziati anche giornalisti appartenenti a TV vicine alle opposizioni.

Dopo aver vinto le elezioni parlamentari, il presidente turco Erdoğan, incontrando i giornalisti di tutto il mondo, chiedeva: "Perché non rispettate la volontà del popolo turco? Non avete mostrato rispetto un anno fa quando sono stato eletto presidente, non lo state mostrando oggi. È questo il vostro concetto di democrazia?". Domande legittime da parte del leader dell'APK all'indomani di un successo così largo che nessuno era riuscito a preventivare. Le notizie che arrivano oggi da Istanbul in qualche modo danno una risposta a Erdoğan, o almeno suggeriscono come mai intorno a lui ci sia così tanta diffidenza da parte della comunità internazionale.

Questa mattina le autorità turche eseguito decine di arresti tra funzionari pubblici e poliziotti, sono 35 le persone poste in stato di fermo, ritenuti vicini alla figura di Fethullah Gülen, il politologo e predicatore turco autoesiliatosi negli Stati Uniti. È diventato il nemico pubblico numero uno del governo di Erdoğan dopo lo scandalo di corruzione che lo scorso anno ha investito molti politici e membri del partito. Da allora è stato accusato di essere a capo di una rete terroristica che possiede anche mezzi di comunicazione e si fa forza grazie ad una fitta rete di ONG.

Per lo stesso motivo a una settimana dalle elezioni la magistratura aveva ordinato il blitz nella sede di Koza İpek, la holding delle comunicazioni che possiede i due popolari canali televisivi Bugün TV e Kanaltürk TV, oltre ai giornali Bugün e Millet. La società era stata messa in associazione controllata, la polizia aveva dovuto far uso della forza per penetrare nelle redazioni dei due canali televisivi difesi dai giornalisti. Oggi arriva la notizia di ben 58 licenziamenti proprio tra le redazioni di queste due TV e giornali. Tra di loro c'è anche lo stesso direttore di Bugün e il famoso reporter Kamil Maman.

Lo stesso reporter ne ha dato notizia attraverso un tweet in cui spiega che il provvedimento ha toccato 57 suoi colleghi, senza contare se stesso.

Quando Erdoğan interroga la comunità internazionale e chiede maggiore fiducia nelle istituzioni democratiche turche, dovrebbe facilmente intuire perché al contrario il suo paese e il suoi governo sono spesso circondati dalla diffidenza.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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