Ignazio Marino attacca Matteo Renzi: "Sono preoccupato per Roma e per la democrazia in Italia"

L'ex sindaco in una durissima nota su Facebook e la lunga intervista da Floris a diMartedì su La7.

4 novembre 2015 - Ieri sera, dopo il nuovo sfogo su Facebook, l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino è stato ospite a diMartedì su La7 e ha ribadito a ruota libera quanto già affermato in più sedi e occasioni. Nel lungo intervento che potete vedere in apertura, Marino è partito attaccando Renzi:

Io non sono preoccupato per me stesso, sono preoccupato per Roma e per la democrazia nel nostro Paese. Abbiamo una persona che è segretario del principale partito, il Partito Democratico, è Presidente del Consiglio, non è eletto e ha indotto 19 consiglieri della sua maggioranza a chiudersi in una stanza con un notaio, formare una maggioranza diversa da quella che sosteneva il sindaco alle elezioni. Hanno firmato un documento anche i consiglieri eletti con il sindaco Alemanno e senza un dibattito trasparente in Aula si è destituito un sindaco dando uno schiaffo in faccia a centinaia di migliaia di cittadini che avevano partecipato alle primarie, anche pagando, a coloro che hanno votato al primo turno e a coloro che hanno votato al secondo turno. E si è nominato un prefetto che risponde direttamente al Governo. Spetta ai romani e alle romane giudicare, non a una singola persona non eletta.

L’intervista va avanti con Floris che fa vedere e ascoltare a Marino le parole di Renzi pronunciate al TG1. La faccia di Marino dice tutto e una volta rientrati in studio il suo commento è di risposta, punto per punto, al Premier. Documenti alla mano, l’ex sindaco spiega di aver messo a posto i conti di Atac, colmando il debito lasciato da Alemanno.

Si passano poi in rassegna quelli che Floris definisce “gli scandali di Marino”, dalle multe alla Panda rossa alla trascrizione delle unioni tra persone dello stesso sesso, passando per i famosi scontrini e il viaggio negli USA.

In questo momento io mi sento come in sala operatoria a metà di un intervento chirurgico, quando la parte più difficile è superata. Io ho risanato, con l’aiuto anche del Governo, 816 milioni di debito trovato in Comune, 874 milioni trovati in Atac. In questo momento si può iniziare a investire e fare tutto quello che non si poteva fare prima. Roma può davvero ripartire.

Matteo Renzi, al momento, non ha ancora replicato, né su Twitter né con post su Facebook o dichiarazioni rilasciate alla stampa.

Ignazio Marino attacca Matteo Renzi: "Voleva Roma e se l'è presa"

Ignazio Marino, Sindaco di Roma

Ignazio Marino torna sulla questione Roma e sulla sua capitolazione come sindaco, in seguito alle dimissioni di 25 consiglieri comunali (di cui 19 del PD), in un durissimo attacco su Facebook. Se nella conferenza stampa seguita al suo addio alla Capitale aveva parlato di "25 coltellate ma un solo mandante" (senza però fare nomi), adesso Marino attacca più esplicitamente Matteo Renzi.

(function(d, s, id) { var js, fjs = d.getElementsByTagName(s)[0]; if (d.getElementById(id)) return; js = d.createElement(s); js.id = id; js.src = "//connect.facebook.net/it_IT/sdk.js#xfbml=1&version=v2.3"; fjs.parentNode.insertBefore(js, fjs);}(document, 'script', 'facebook-jssdk'));

Il Presidente del Consiglio potrebbe e dovrebbe esercitare maggiore rispetto. Continua a dire "basta polemiche", ma poi...

Posted by Ignazio Marino on Martedì 3 novembre 2015

Renzi voleva Roma sotto il suo diretto controllo e se l'è presa, utilizzando il suo doppio ruolo: come segretario del partito ha voluto che i 19 consiglieri del PD si dimettessero, come Presidente del Consiglio ha sostituito il sindaco, legittimamente eletto, con un prefetto, certamente persona degnissima, che farà capo come dice la legge allo stesso Presidente del Consiglio.

"Renzi voleva Roma e se l'è presa", insomma. Utilizzando in maniera spregiudicata il suo doppio ruolo, che gli ha consentito da una parte di orchestrare la rivolta dei consiglieri Pd, e dall'altra di nominare la persona - vale a dire Francesco Paolo Tronca - che ne prenderà il posto, come commissario, fino alle prossime elezioni.

Un altro passaggio interessante è questo:

È del tutto evidente che Renzi mi attacca e offende sul piano personale per coprire con la "damnatio memoriae" una spregiudicata operazione di killeraggio che ha fatto esultare i tanti potentati che vogliono rimettere le mani sulla città.

Non solo quindi Renzi prova adesso a nascondere l'operazione di killeraggio ai danni di Marino, ma quella stessa operazione ha fatto la felicità (e a riguardo, in effetti, ci sono pochi dubbi) dei potentati più o meno oscuri contro i quali Marino, indubbiamente, stava agendo.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO