Usa: approvata richiesta del Governo italiano di armare due droni. Quanto costerà l'operazione?

Drones Opperated At Holloman Air Force Base

L'Italia ha avuto l'ok dal governo Usa per armare i suoi due droni MQ-9 con bombe a guida laser, missili terra-aria e altre munizioni. Si tratta della prima vendita di questo tipo da parte di Washington, che punta ad incrementare le esportazioni di tecnologie militari verso nazioni amiche. Il nostro paese è il secondo al quale viene accordato l'acquisto di droni armati dopo il Regno Unito, che li utilizza già dal 2007.

A diffondere la notizia, sono stati due funzionari del Dipartimento di Stato statunitense attraverso l'agenzia Reuters. Questi hanno confermato che il Pentagono ha informato ieri i deputati della possibile vendita. Ora il Congresso ha 15 giorni per bloccarla. Ma questa è un'ipotesi molto lontana perché generalmente operazioni del genere vengono scrupolosamente dettagliate prima di essere presentate al parlamento.

La vendita dovrebbe ammontare ad un valore di 129,6 milioni di dollari. L'affare contemplerebbe la cessione di 156 missili AGM-114R2 Hellfire II della Lockheed Martin, 20 bombe a guida laser GBU-12, 30 Joint Direct Attack Munitions GBU-38 e altri armamenti ancora.

"Non è una decisione che abbiamo preso alla leggera, ed è il segno della nostra fiducia verso l'Italia come nostro partner [...] L'Italia è un membro responsabile della comunità internazionale ed è stata con noi in ogni recente operazione della Nato e a guida degli Stati Uniti", ha dichiarato uno dei funzionari, a conferma che l'operazione si svolge su binari molto precisi. Ricordiamo a riguardo che la nuova politica sulla vendita di droni prevede che gli acquirenti debbano acconsentire a rigide procedure, compreso il divieto di impiegarli in sorveglianza illegale o in controlli sulla popolazione nazionale.

La nostra Difesa aveva fatto richiesta di fornitura fin dal 2012, ma il Congresso aveva sempre messo il veto. Nello scorso febbraio, però, le autorità americane hanno deciso di permettere la cessione di droni armati ad alcuni paesi alleati per rafforzare la sua strategia contro il terrorismo internazionale, ma anche contro le minacce provenienti dall'est Europa.

Intanto la Nato, mentre prosegue la mega-esercitazione Trident Juncuture, fa sapere che conta molto sul dispiegamento di cinque Global Hawk (droni fortemente armati) nella base italiana di Sigonella. Come riportato da El Pais, il segretario dell'Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, li ha definiti come essenziali "per proteggere il Sud" da potenziali minacce.

"L'instabilità e rischi fianco meridionale sono già molto vicino ai confini della Nato", ha aggiunto il politico norvegese da Saragozza. E ciò lascia intendere chiaramente anche la strategia degli Usa, paese-guida della Nato. L'obiettivo è quello di aumentare le competenze strategiche degli altri paesi dell'Alleanza e, facendo cassa, di diffondervi tecnologie militari avanzate. Già impiegate in Yemen, Afghanistan e Iraq.

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