Papa Francesco a un giornale olandese: "Mi dicono che sono comunista, ma è una categoria antiquata"

Il pontefice ha concesso un'intervista a 360° al giornale olandese Straatnieuws.

Lo scorso 27 ottobre Papa Francesco è stato intervistato dal giornale di strada olandese Straatnieuws e oggi l'intervista è stata tradotta integralmente da Radio Vaticana (la trovate qui). Ne risulta l'ennesimo ritratto del Pontefice vicino alla gente, preoccupato per i poveri e sempre pronto alla battuta divertente.

L'intervista comincia con una domanda sulla strada in cui ha vissuto da piccolo e il Papa racconta che da quando aveva un anno fino a quando è entrato in seminario ha sempre vissuto nella stessa via in un quartiere di Buenos Aires dalle case basse, con una piazzetta dove andava a giocare a calcio. Suo padre lavorava come ragioniere in una fabbrica vicino a casa (a un centinaio di metri) e la casa dei nonni era a soli 50 metri. La sua famiglia non aveva l'automobile, non era ricca, ma neanche povera, tanto che sua madre aiutava una signora italiana che tre volte a settimana le dava una mano in caso ed era talmente povera da non potersi permettere per sé e i suoi figli neanche l'indispensabile e così la famiglia Bergoglio le dava un sostegno. Quella donna è poi tornata in Italia per un po', ma in seguito ha fatto ritorno in Argentina e Papa Francesco l'ha accompagnata fino alla morte a 93 anni e ancora oggi custodisce gelosamente una medaglia del Sacro Cuore di Gesù che quella donna gli ha regalato e che lui porta sempre con sé nonostante ormai sia consumatissima (l'ha anche fatta vedere ai giornalisti olandesi che lo hanno intervistato).

Sul calcio, il Papa ha raccontato di essere stato una schiappa, tanto da essere definito una "pata dura", che significa avere due gambe sinistre e infatti giocava spesso in porta. Sulla sua infanzia ha anche detto che quando aveva quattro anni andava al mercato con la madre e la nonna e se gli chiedevano che cosa avrebbe voluto fare da grande rispondeva "il macellaio".

Uno dei passaggi più interessanti dell'intervista è quello in cui parla dei poveri:

"Gesù è venuto al mondo senzatetto e si è fatto povero. Poi la Chiesa vuole abbracciare tutti e dire che è un diritto di avere un tetto sopra di te. Nei movimenti popolari si lavora con tre ‘t’ spagnole, trabajo (lavoro), techo (casa) e tierra (terra). La chiesa predica che ogni persona ha il diritto a queste tre ‘t’"

Ma la risposta del Papa che sta rimbalzando su tutti i giornali oggi è quella in cui parla della corruzione, che c'è anche nella Chiesa:

"Ci sono strade che portano a sbagli in quel punto. Vorrei sottolineare due tentazioni. La Chiesa deve parlare con la verità e anche con la testimonianza: la testimonianza della povertà. Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare. Questa è la prima tentazione. L’altra tentazione è di fare accordi con i governi. Si possono fare accordi, ma devono essere accordi chiari, accordi trasparenti. Per esempio: noi gestiamo questo palazzo, ma i conti sono tutti controllati, per evitare la corruzione. Perché c’è sempre la tentazione della corruzione nella vita pubblica. Sia politica, sia religiosa"

Quando i giornalisti olandesi gli hanno chiesto se crede che con il suo pontificato sia riuscito a ottenere un cambiamento mentale nella politica, il Papa ha risposto ridendo:

"Non saprei cosa dire. Non lo so. So che alcuni hanno detto che io ero comunista. Ma è una categoria un po’ antiquata. Forse oggi si usano altre parole per dire questo…"

e ha aggiunto che lo hanno definito anche marxista e socialista. Poi ha spiegato perché preferisce vivere a Santa Marta:

"Due giorni dopo essere eletto papa, sono andato a prendere possesso dell’appartamento papale nel Palazzo Apostolico. Non è un appartamento lussuoso. Ma è largo, è grande… Dopo aver visto questo appartamento mi è sembrato un imbuto al rovescio, cioè grande ma con una porta piccola. Questo significa essere isolato. Io ho pensato: non posso vivere qua semplicemente per motivi mentali. Mi farebbe male. All’inizio sembrava una cosa strana, ma ho chiesto di restare qui, a Santa Marta. E questo mi fa bene perché mi sento libero. Mangio nella sala pranzo dove mangiano tutti. E quando sono in anticipo mangio con i dipendenti. Trovo gente, la saluto e questo fa che la gabbia d’oro non sia tanto una gabbia. Ma mi manca la strada"

Quando però i giornalisti gli hanno chiesto di andare a mangiare una pizza con loro, il Papa ha detto che gli sarebbe piaciuto, ma che non poteva, ricordando come sia stato assalito dalla gente quando è andato, in gran segreto, a cambiare le lenti degli occhiali da vista.

Papa Francesco ha poi risposto a una domanda sui tesori della Chiesa e ha spiegato:

"Non sono i tesori della Chiesa, ma sono i tesori dell’umanità. Per esempio, se io domani dico che la Pietà di Michelangelo venga messa all’asta, non si può fare, perché non è proprietà della Chiesa. Sta in una chiesa, ma è dell’umanità. Questo vale per tutti i tesori della Chiesa. Ma abbiamo cominciato a vendere dei regali e altre cose che mi vengono date. E i proventi della vendita vanno a monsignore Krajewski, che è il mio elemosiniere. E poi c’è la lotteria. C’erano delle macchine che sono tutte vendute o date via con una lotteria e il ricavato è usato per i poveri. Ma ci sono cose che si possono vendere e queste si vendono"

e ha aggiunto:

"Se facciamo un catalogo dei beni della Chiesa, si pensa: la Chiesa è molto ricca. Ma quando è stato fatto il Concordato con l’Italia 1929 sulla Questione Romana, il governo italiano di quel tempo ha offerto alla Chiesa un grande parco a Roma. Il papa di allora, Pio XI, ha detto: no, vorrei soltanto un mezzo chilometro quadrato per garantire la indipendenza della Chiesa. Questo principio vale ancora. Sì, i beni immobili della Chiesa sono molti, ma li usiamo per mantenere le strutture della Chiesa e per mantenere tante opere che si fanno nei paesi bisognosi: ospedali, scuole. Ieri, per esempio, ho chiesto di inviare in Congo 50.000 euro per costruire tre scuole in Paesi poveri, l’educazione è una cosa importante per bambini. Sono andato all’amministrazione competente, ho fatto questa richiesta e i soldi sono stati inviati"

In conclusione della lunga intervista, Papa Francesco non ha escluso una visita ai senzatetto dell'Olanda e infine ha regalato un rosario a ognuno dei giornalisti che sono andati a intervistarlo.

Papa Francesco intervista

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