Vertice di Malta sui migranti: firmato l'accordo per il Trust Fund. Dall'Italia 10 milioni | Video

Il Trust Fund è il fondo di garanzia che l'Ue vuole destinare allo sviluppo del continente africano.

Ore 13:33 - I leader dei Paesi dell'Unione Europea e i presidenti delle istituzioni comunitarie hanno firmato stamattina l'accordo per l'istituzione del Trust Fund per lo sviluppo dei Paesi africani. Si tratta di un fondo di garanzia di 1,8 miliardi di euro messi a disposizione dalla Commissione Europea e dai Paesi membri. Per ora il contributo diretto di quest'ultimo è di 100 milioni e l'Italia da sola ne ha garantiti 10.

Giovedì 12 novembre 2015 - Continua oggi il vertice di Malta sulla crisi dei migranti. Oltre 60 leader europei e africani sono riuniti da ieri a La Valletta, tra di loro c'è anche il premier italiano Matteo Renzi che ha detto che serve uno sguardo nuovo dell'Unione Europea verso l'Africa e serve che "l'Africa rispetti le regole che ci diamo". Il presidente francese François Hollande ha aggiunto che l'obiettivo è di limitare l'immigrazione e la risposta migliore sono le politiche di sviluppo.

I leader riuniti devono rendere concreto il Trust Fund, ossia il fondo di garanzia che l'Ue vuole destinare allo sviluppo del continente africano pretendendo però che i Paesi africani facciano dei passi avanti sugli accordi economici e sui rimpatri dei migranti. Gli africani, dal canto loro, pretendono l'apertura di canali stabili per l'immigrazione legale e l'Europa risponde con il progetto di aprire centri di identificazione e hotspot direttamente in Africa.
L'Ue sta lavorando per stabilire un'agenda comune con l'Africa, dalla lotta ai trafficanti al salvataggio di vite nel deserto e nel Mediterraneo.

Vertice di malta sulla migrazione: i temi


Mercoledì 11 novembre 2015
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Inizia nel pomeriggio di oggi, 11 novembre, e termina domani 12 novembre il vertice internazionale Europa-Africa sulla migrazione, che si tiene a La Valletta, a Malta, presso il Mediterranean Conference Centre.

È stato deciso di tenere questo vertice nel Consiglio europeo del 23 aprile scorso. A partecipare ci sono gli Stati membri dell'UE, i paesi africani partecipanti ai processi di Rabat e Khartoum, gli osservatori del processo di Rabat, i rappresentanti della Commissione dell'Unione africana e della Commissione della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS), le Nazioni Unite (ONU) e l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM).

Come si legge sul sito ufficiale del vertice, i punti principali su cui ci si confronterà sono cinque:

- Affrontare le cause profonde della questione adoperandosi per contribuire alla creazione di pace, stabilità e sviluppo economico
- Migliorare il lavoro di promozione e organizzazione di canali di migrazione legale
- Rafforzare la protezione dei migranti e dei richiedenti asilo, in particolare dei gruppi vulnerabili
- Contrastare in maniera più efficace lo sfruttamento e il traffico di migranti
- Collaborare più strettamente per migliorare la cooperazione in materia di rimpatrio e riammissione

Il primo ministro italiano Matteo Renzi ha introdotto i temi del summit in una lettera pubblicata oggi dall'Avvenire. Renzi scrive: "Saremo oltre 60 tra capi di Stato e di governo per una iniziativa voluta da noi, dall’Italia. Obiettivo: mettere l’Africa al centro della iniziativa europea. È inutile piangere sulle migliaia di sorelle e fratelli morti nel Mediterraneo, se poi non si ha la forza di reagire".

Ecco uno stralcio dell'intervento di Renzi.

"Bisogna intervenire nei Paesi d’origine perché si creino condizioni adatte alla crescita culturale, lavorativa ed economica di ogni potenziale migrante. Perché l’Europa rappresenti una scelta, e non un approdo obbligato, un destino inesorabile. Alla Valletta lavoreremo per tutto questo: per favorire lo sviluppo, migliorando la collaborazione tra Paesi europei e africani nella prevenzione e contrasto dell’immigrazione illegale, nella lotta alla tratta di esseri umani. Il Trust Fund del quale l’Italia sarà tra i principali contributori sarà lo strumento operativo di una cooperazione innovativa tra Paesi che non vogliono limitarsi a reagire o tamponare il fenomeno migratorio, ma che vogliono accompagnarlo con scelte politiche e non emergenziali".

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