Riforma codice antimafia: Via libera della Camera. M5S e FI votano contro

Intercettazioni se ne parla alla Camera

La Camera ieri ha approvato la riforma del codice antimafia, che riscrive le misure di prevenzione e le modalità di confisca dei beni. Il provvedimento è passato con 281 voti favorevoli e 66 contrari (quelli di Forza Italia e Movimento 5 Stelle) e 2 astenuti. Ora il dispositivo dovrà passare all'esame del Senato.

Le modifiche al codice hanno segnato l'ennesima spaccatura tra Governo e Movimento 5 Stelle. Oggetto del contendere è stato un emendamento presentato dall'esecutivo, che dà facoltà ai giudici dei tribunali di prevenzione di nominare come amministratori giudiziari anche i dipendenti di Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa. Ricordiamo che l'ente in questione è una società per azioni interamente partecipata dal ministero dell'Economia.

Tuttavia, i pentastellati sono riusciti a strappare modifiche importanti. Come l'emendamento del Governo, denominato anche "norma Saguto", dal nome dell'ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, sospesa dalle funzioni e indagata per corruzione con suo marito, Lorenzo Caramma, nominato coadiutore di alcune amministrazioni, e l'amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara. Tale proposta era arrivata proprio dal movimento di Grillo.

Soddisfazione espressa da Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, per l'approvazione a Montecitorio: "Il voto di questa sera è un primo importante passo, lungamente atteso. La Camera ha dato un segnale forte della volontà di rendere più incisiva la lotta alle mafie, in un settore cruciale come quello della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata". Sulla stessa lunghezza d'onda il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando: Sarà ancora più largo il campo di azione, possono essere sequestrati i beni dei mafiosi ma anche dei corrotti e di coloro che operano in modo schiavistico, come nel caporalato”.

In una nota, invece, il Movimento 5 stelle afferma: "il testo viene riscritto da un solo partito, il Pd, pieno di indagati, il partito di Mafia Capitale. In fretta e furia, negando il diritto dell’opposizione di poter discutere una legge fondamentale. Il risultato è che le aziende sequestrate e confiscate alle mafie di grande rilievo economico verranno gestite da Invitalia Spa, per chi non ricordasse ex Sviluppo Italia, nota per essere un carrozzone mangia soldi dello Stato".

I punti della Riforma

Il provvedimento è composto da 30 articoli, suddivisi in 7 capi. Di seguito le novità più importanti introdotte nel codice.

Prevenzione patrimoniale - L'obiettivo e è di renderla effettiva e tempestiva attraverso il sequestro, il controllo giudiziario delle aziende e la modifica del procedimento di esecuzione e di confisca.

Maggiore trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari - Tema promosso attraverso l'individuazione di maggiori garanzie di competenze per lo svolgimento dell'incarico di amministratore, ma anche attraverso la rotazione negli incarichi. Nello specifico, viene corretto il procedimento di nomina e revoca dell’amministratore giudiziario e il regime vigente inerente alle responsabilità gestionali e agli obblighi di relazione.

Sequestro dei beni - D'ora in poi dovrebbe valere anche per chi favorisce i latitanti, per chi sostiene il caporalato e per chi commette reati gravi contro la Pubblica Amministrazione.

"Norma Saguto" - L'emendamento del Governo proibisce la nomina ad amministratore giudiziario (o coadiutore o collaboratore) di beni confiscati alla mafia ai parenti ma anche ai "conviventi e commensali abituali" del magistrato che conferisce l'incarico. Il divieto dovrebbe valere anche per i “parenti fino al quarto grado” e per “gli affini entro il secondo grado”. Gli amministratori giudiziari, inoltre, non avranno la possibilità di cumulare più di tre incarichi.

Ristrutturazione e contratti affitti - Nel caso in cui le amministrazioni assegnatarie non dispongano di risorse necessarie, gli affittuari degli immobili confiscati avranno la possibilità di provvedere a proprie spese alle ristrutturazioni. In questo caso, è praticabile una compensazione delle spese per la ristrutturazione sostenute dagli agenti, dai funzionari assegnatari o dai militari: andranno a valere sul canone di affitto. Dipendenti delle forze di polizia, dei vigili del fuoco e delle forze armate avranno facoltà di affittare gli immobili per un periodo di quattro anni prorogabili per non più di due volte.

Agenzia nazionale dei beni confiscati - E' previsto un rafforzamento e una riorganizzazione dell'Agenzia, posta sotto il controllo della presidenza del Consiglio. La sede centrale dell'ente sarà a Roma e avrà un direttore che si occuperà dell’amministrazione dei beni in seguito alla confisca di secondo grado.

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