Costituzione Francese, gli articoli di cui Hollande chiede la revisione

Gli articoli da sottoporre a revisione sono il 16 e il 36.

Costituzione Francese

Con il suo discorso al Parlamento riunito tenuto oggi a Versailles, il Presidente della Repubblica francese François Hollande ha chiesto la revisione della Costituzione per far fronte allo stato di emergenza in cui la nazione si ritrova (e che è stato prolungato per tre mesi) dopo gli attentati a Parigi del 13 novembre.

I due articoli da sottoporre a revisione sono il 16 e il 36. L'articolo 16 rientra nel Titolo II e riguarda i poteri del Presidente della Repubblica, mentre il 36 rientra nel Titolo V ed è relativo ai rapporti tra il Parlamento e il Governo. Ve li riportiamo per intero.

Articolo 16

Quando le istituzioni della Repubblica, l’indipendenza della nazione, l’integrità del territorio o l’esecuzione degli impegni internazionali sono minacciati in maniera grave ed immediata e il regolare funzionamento dei poteri pubblici costituzionali è interrotto, il Presidente della Repubblica adotta le misure richieste dalle circostanze dopo aver ufficialmente consultato il Primo ministro, i Presidenti delle assemblee ed il Presidente del Consiglio costituzionale.

Egli ne informa la nazione con un messaggio.

Tali misure devono essere ispirate dalla volontà di assicurare ai poteri pubblici costituzionali, nel minor tempo possibile, i mezzi necessari per provvedere ai loro compiti. Il Consiglio costituzionale è consultato al riguardo.

Il Parlamento si riunisce di pieno diritto.

L’Assemblea nazionale non può essere sciolta durante l’esercizio dei poteri eccezionali.

Passati trenta giorni di esercizio dei poteri eccezionali, il Consiglio costituzionale può essere incaricato dal Presidente dell’Assemblea Nazionale, il Presidente del Senato, sessanta deputati o sessanta senatori, di verificare se le condizioni di cui al primo comma sussistano. Il Consiglio si pronuncia nel più breve tempo possibile tramite un parere pubblico. Procede di pieno diritto a tale esame e si pronuncia alle stesse condizioni allo scadere dei sessanta giorni di esercizio dei poteri eccezionali e in ogni altro momento oltre tale durata.

Articolo 36

Lo stato d’assedio è decretato dal Consiglio dei ministri.
Non può essere prorogato oltre dodici giorni senza autorizzazione del Parlamento.
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