Migranti: la Germania lancia una campagna in Afghanistan per scoraggiare le partenze

BERLIN, GERMANY - NOVEMBER 13:  German Chancellor Angela Merkel is seen through a window and the reflection of a flag of the European Union as she waits for the arrival of Australian Prime Minister Malcolm Turnbull at the Chancellery on November 13, 2015 in Berlin, Germany. Turnbull is on his first official visit to Germany since taking office earlier this year.  (Photo by Sean Gallup/Getty Images)

Il governo tedesco ha messo in campo una campagna per scoraggiare potenziali migranti afghani. Difficile dire se in un paese martoriato da una lunga guerra intestina il messaggio farà presa, ma certamente l'iniziativa mostra che la Csu, contraria ad una politica troppo morbida sui profughi, ha avuto la meglio. E ciò è confermato anche dal fatto che Angela Merkel sta valutando di introdurre procedure più semplici per i respingimenti.

Grandi cartelli, apparsi lo scorso fine settimana a Kabul, Mazar-E-Sharif e Herat, che invitano gli afghani sognano di recarsi in Germania a pensarci due volte. Nei messaggi viene ribadito che in territorio tedesco non c'è lavoro per tutti, e che sarebbe un azzardo abbandonare la propria terra.

L'obiettivo è "quello di a informare e non di spaventare", ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri, guidato dal socialdemocratico Frank Walter Steinmeier. Ma Berlino non si limita alla cartellonistica, sta martellando con la sua campagna anche attraverso i social, la radio Deutsche Welle, che ha un canale in inglese, e l’ambasciata tedesca a Kabul.

Quest'ultima ha diffuso, sulla sua pagina Facebook, un post nel quale si invitano i cittadini afghani a diffidare anche dai trafficanti di esseri umani: "non credere alle informazioni false dei trafficanti di esseri umani circa la presunta facilità di riuscire a trovare una vita facile in Germania. Non rischiare la tua vita cercando di fuggire verso l'Europa. I trafficanti di esseri umani sono criminali che sono interessati soltanto in denaro..."

Do not believe the rumours and false information deliberately spread by human traffickers about the allegedly easy trip...

Posted by Germany in Afghanistan on Domenica 15 novembre 2015

Ovviamente la modalità scelta dal governo tedesco appare discutibile. In Afghanistan, sovente, non si ha altra scelta che quella di andarsene. La capitale Kabul è circondata dai militari, mentre la sovranità nel paese è molto fragile: le forze talebane hanno ricominciato a guadagnare terreno. In ogni caso a Berlino si bada di più all'efficacia, nella convinzione che in questo modo si otterrà una flessione delle partenze. E d'altro canto il ministero degli Interni tedesco aveva messo in piedi in una campagna simile nei mesi scorsi in Albania e nei Balciani, ottenendo dei buoni risultati.

Intanto Merkel studia, dopo le minacce della bavarese Csu di far saltare il patto di governo, delle misure per tamponare il flusso. Già all’inizio di novembre, l'esecutivo di Coalizione aveva deciso una stretta proprio sui migranti provenienti dall’Afghanistan. E la Cdu ha incominciato a parlare di centri di accoglienza “multifunzione” al confine. Qui dovrebbero essere facilitate le procedure di respingimento per tutti quei migranti che non possono essere considerati rifugiati.

Secondo fonti giornalistiche tedesche, la Cancelliera avrebbe anche sentito al telefono Ashraf Ghani, il presidente dell'Afghanistan, per chiedergli di riprendersi i migranti "irregolari". Ma quest'ultimo avrebbe rifiutato. Ecco perché a Berlino starebbero pensando di tagliare i fondi per lo sviluppo a Kabul.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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