Yemen, l'offensiva contro i ribelli Houthi

La provincia di Taiz, nel centro dello Yemen, è teatro da settimane di un'intensa offensiva governativa yemenita contro i gruppi di ribelli Houthi a causa della quale si contano decine di morti da una e dall'altra parte.

L'Isis, intanto, ha rivendicato il sanguinoso attacco contro l'esercito yemenita, attribuito inizialmente ad al Qaida nella penisola arabica. Secondo quanto ricorda Riccardo Noury di Amnesty International dall'inizio delle ostilità si contano 5700 morti accertati, di cui almeno 830 tra donne e bambini, e 20mila feriti. Si tratta, denuncia Amnesty, di una catastrofe umanitaria con oltre un milione di sfollati e 21 milioni di persone che necessitano di urgenti aiuti.

C'è inoltre, ancora irrisolta e senza risposte, la questione degli armamenti, come sottolineato da Giorgio Beretta dell' Osservatorio OPAL di Brescia

"[...] ordigni inesplosi del tipo di quelli inviati dall'Italia, come le bombe MK84 e Blu109, sono stati ritrovati in diverse città dello Yemen bombardate dalla coalizione saudita e che il nostro Ministero degli Esteri non ha mai smentito che le forze militari saudite stiano impiegando anche ordigni prodotti in Italia".

Armed Yemeni tribesmen from the Popular Resistance Committees, supporting forces loyal to Yemen's Saudi-backed President Abedrabbo Mansour Hadi flash their guns in the Dabab district in Taez province on November 17, 2015. According to analysts recapturing the strategic province of Taez would help Yemeni pro-government forces in securing the unstable south and pave the way to the north, including the capital Sanaa. AFP PHOTO / NABIL HASSAN        (Photo credit should read STR/AFP/Getty Images)

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