Dopo gli attentati di Parigi Marine Le Pen vola nei sondaggi. È lei la favorita per le prossime regionali

French leader of the French far-right party Front National (FN) Marine Le Pen delivers a press conference in Vannes, western France, on November 20, 2015 as part of the FN top candidate campaign for the December regionales elections in Brittany. AFP PHOTO / JEAN-SEBASTIEN EVRARD        (Photo credit should read JEAN-SEBASTIEN EVRARD/AFP/Getty Images)

Gli attentati di Parigi non hanno scalfito i consensi del Front National. I sondaggi Ipsos/Sopra/Steria non lasciano dubbi a riguardo: per le regionali di dicembre il partito di Marine Le Pen si attesterebbe intorno al 40% nelle intenzioni di voto al primo turno. In particolare, nella Regione Nord-Pas de Calais e nella Provenza-Alpi-Costa Azzurra la formazione di destra potrebbe andare anche oltre quella percentuale, staccando ampiamente gollisti e socialisti.

Le Pen si è comportata con astuto equilibrio dopo gli attentati terroristici, dando così all'elettorato l'impressione di essere un partito saldo nei suoi principi, ma anche maturo per assumere responsabilità di governo nel paese. E così venerdì 13, dopo gli attacchi, a differenza di Matteo Salvini , che ha invocato subito la chiusura delle frontiere, il Front ha interrotto tutte le campagne.

Successivamente, a marcare le distanze da qualsiasi deriva demagogica, è stato Wallerand de Saint-Juste, il capolista del Front per le prossime elezioni nella regione parigina. Quest'ultimo ha rilasciato una dichiarazione implicitamente polemica nei confronti del Carrocio e dell'ambiente di destra del nostro paese: "Chi confonde i terroristi con la maggior parte dei musulmani è uno stronzo. E mai il Front National avrebbe potuto usare l’espressione ‘bastardi islamici’: abbiamo una responsabilità politica”.

Insomma, l'idea è quella di dare spinta alle battaglie di sempre (la restrizione degli ingressi alla frontiere, la sicurezza interna, il protezionismo economico, l'identità nazionale) senza per questo apparire come qualunquisti o, peggio, come sciacalli. La stessa Le Pen, oggi, intervenendo presso la plenaria di Strasburgo si è posto su questa linea. A tale riguardo, la leader del Front ha dichiarato:

"Dopo gli attentati di Parigi l'umore in Francia è cambiato, nulla sarà come prima. La gente è con noi. Basta con politiche europee imbecilli, scelte migratorie che minacciano la nostra sicurezza. Vogliamo riprendere il controllo delle nostre frontiere, quelle europee sono un colabrodo [...] Ora dobbiamo dare un nome al nemico. So che è scomodo ma dobbiamo chiederci se è possibile avere come alleati l'Arabia Saudita, il Qatar, l'ambigua Turchia [...] Bisogna cambiare quadro di alleanze, creare una grande coalizione".

Ma ci ha tenuto anche ad aggiungere: "Ci aspettiamo ora 3 milioni di immigranti: nessuno dice che tutti i rifugiati sono jihadisti, ma è chiaro a tutti che esiste un'infiltrazione terroristica tra rifugiati".

Le Pen, nonostante il suo partito sia accusato di finanziamenti illeciti e frode, ha saputo far fronte ai momenti difficili e vuole presentarsi come la "custode dell'ordine" e la garante di una svolta politica alle prossime regionali.

Si è candidata lei stessa nel Nord-Pas, puntando ad ottenere la prima presidenza di una regione francese per il Front. In caso di vittoria le sue chance di vittoria per le consultazioni generali del 2017 naturalmente aumenterebbero. E Francois Hollande sa benissimo che se non riuscirà a sbrogliare la situazione in Siria e a dare qualche segnale positivo in economia (soprattutto dopo l'allentamento dei vincoli Ue) potrebbe perdere il posto all'Eliseo.

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