Forza Italia: Brunetta resiste al golpe interno e rimane capogruppo. Ma perde il Mattinale

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Forza Italia ha recentemente contattato lo stratega elettorale Lynton Crosby, al fine di recuperare consensi in vista delle amministrative. Ma un esperto di campagne politiche potrà ben poco se il partito di centro-destra non ritrova una linea politica e non la smette di litigare al suo interno.

Proprio ieri si è consumata l'ennesima faida. Il protagonista della vicenda è stato Renato Brunetta, che ha rischiato di perdere la poltrona di capogruppo alla Camera. A preparare il putsch è stato il suo collega di partito Elio Vito. Quest'ultimo ha accusato l'ex ministro della Pubblica Amministrazione di autoritarismo e di gestione poco condivisa e oculata del Mattinale (organo di informazione di Forza Italia).

Così Vito nel pomeriggio ha chiesto "di rimettere tutto ai voti: il capogruppo, i vice e pure la linea sui singoli provvedimenti”. Alcuni rumors dicono che dietro la mossa del parlamentare azzurro ci sia Silvio Berlusconi. L'ex Cavaliere, anche lui stanco delle divisioni prodotte da Brunetta nel partito, avrebbe mandato Vito in avanscoperta per vedere se era possibile una destituzione lampo. Certo ha stupito tutti che un'operazione del genere sia stata condotta proprio nel giorno dell’elezione dei giudici costituzionali.

In ogni caso, dall'assemblea di ieri sera escono sconfitti tutti. Brunetta è stato riconfermato, ma Il Mattinale ritorna sotto la diretta responsabilità della presidenza di Forza Italia. La testata, dunque, non sarà più a disposizione del capogruppo, che ne ha fatto uno strumento per far dar forza alle sue pozioni, talvolta anche in contrasto con quelle di Berlusconi. E la cosa non andava giù a molti, visto che il costo del giornale grava sul bilancio del gruppo ed è di circa 230mila euro l’anno.

Su Il Mattinale però ora potrebbe aprirsi una nuova diatriba. Secondo l'Huffingtonpost, Deborah Bergamini vorrebbe dirigerlo in prima persona con l'assenso di Arcore.

Insomma, in tutto questo bailamme di piccole vendette personali, di vecchie ruggini e di continui abbandoni, a farne maggiormente le spese è proprio la tenuta di Forza Italia. Ma forse questo è il prezzo da pagare per tutti i partiti poco strutturati e leaderistici.

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