Licio Gelli è morto

Licio Gelli è morto

Licio Gelli è morto.

Gelli aveva 96 anni. Era ricoverato all'ospedale di San Donato, ma, contrariamente a quanto si leggeva fino a poco fa, è morto a Villa Wanda, come riporta La Nazione.

Era uno degli ultimi sopravvissuti di quella generazione che ha gestito, palesemente o in maniera occulta, la cosiddetta "Italia dei misteri", quella delle stragi, delle storie mai svelate. L'Italia di Gladio, di Sindona, del Banco Amrosiano.

Gelli aveva combattuto in Spagna in sostegno del nazionalista Francisco Franco, poi aveva aderito al partito fascista, rimanendovi fedele fino alla Repubblica di Salò (e oltre). Con una scalata ancora oggi piena di punti oscuri (si dice, fra l'altro, che fosse della CIA), si era insinuato nelle aree grigie di gestione del potere del nostro paese e nella massoneria, in seno alla quale aveva fondato la celeberrima loggia "deviata" P2.

Condannato con sentenza definitiva, fra le altre cose, per calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo (depistaggi sulle indagini sulla strage alla stazione di Bologna) e bancarotta fraudolenta, in un'intervista rilasciata a Klaus Davi si espresse in questi termini:

«Con la P2 avevamo l'Italia in mano. Con noi c'era l'Esercito, la Guardia di Finanza, la Polizia, tutte nettamente comandate da appartenenti alla Loggia».

Un'affermazione che non suona affatto come millanteria, se si considera quella celeberrima lista di Castiglion Fibocchi (trovata in seguito a perquisizione nella villa di Gelli) in cui comparivano una serie di nominativi davvero importanti. Alcuni di essi si trovano ancora oggi sulla scena politica italiana.

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