FI: Mara Carfagna al posto di Brunetta? Berlusconi smentisce

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Aggiornamento, ore 14.50 - Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, smentisce categoricamente l'articolo di Repubblica che parlava di un accordo per destituire Renato Brunetta dal ruolo di capogruppo alla Camera e per sostituirlo con Mara Carfagna.

Scrive in una nota l'ex Cavaliere:

"Leggo su un giornale di gossip politico un articolo che racconta, come quasi quotidianamente accade, cose mai successe. Confermo la mia piena fiducia al presidente Renato Brunetta chiamato sempre più spesso a esercizi di sopportazione"

Il concetto è ribadito da un'altra nota diffusa da Forza Italia, nella quale si evidenzia che l'incontro di Palazzo Grazioli tra Berlusconi e Carfagna "è fuori dalla realtà dei fatti".

FI: Mara Carfagna al posto di Brunetta?


19 dicembre 2015

- Dopo l'ennesima spaccatura in Forza Itala, che ha visto opporsi sulla mozione di sfiducia a Maria Elena Boschi i due capigruppo Renato Brunetta e Paolo Romani, Silvio Berlusconi si sarebbe convinto che è veramente giunto il momento di attuare un cambio ai vertici del partito.


Secondo il quotidiano Repubblica, l'ex Cavaliere starebbe pensando di sostituire Brunetta alla guida del gruppo azzurro alla Camera. Per Berlusconi, il nome più consono al nuovo corso sarebbe quello di Mara Carfagna. Il leader di Forza Italia avrebbe visto la diretta interessata giovedì a Palazzo Grazioli e lei avrebbe dato la sua disponibilità.

Il quotidiano diretto da Ezio Mauro riporta alcuni virgolettati sulla vicenda, che non la scerebbero dubbi: ""Mara, il gruppo ci sta sfuggendo di mano, per la guida avrei pensato a te al posto di Renato Brunetta, che ne pensi?"; "Se tu me lo chiedi, sono disponibile". E pare che anche Maurizio Gasparri, presente all'incontro, avrebbe dato il suo assenso.

Tale scelta sarebbe giustificata dall' "emorragia" di parlamentari che ha colpito il partito fondato da Berlusconi. Oltre a quelli che se ne sono già andati con Verdini e nei vari gruppi centristi, sono sul punto di cambiare casacca anche Renata Polverini alla Camera e Enrico Piccinelli al Senato. I più pessimisti "parlano di dieci pedine in ballo", nei due gruppi che ormai contano rispettivamente appena 54 deputati e 42 senatori. Secondo gli ultimi rumor, poi, il senatore milanese, Emilio Zuffada, potrebbe scegliere di lasciare Forza Italia la prossima settimana.

Ad inizio mese, Renato Brunetta era riuscito a resistere ad un tentativo di "golpe interno". Ad ordire il putsch era stato il suo collega di partito Elio Vito. Quest'ultimo ha accusato l'ex ministro della Pubblica Amministrazione di autoritarismo, di atteggiamento poco dialogante con la maggioranza e di gestione non condivisa e oculata del Mattinale (organo di informazione di Forza Italia). Tuttavia, l'ex ministro è stato riconfermato ai voti.

Anche Paolo Romani, capogruppo al Senato, ha una folta schiera di contestatori. Chi lo critica, paradossalmente, lo fa con argomenti opposti a quelli usati nei confronti del suo collega alla Camera. Romani sarebbe troppo indulgente nei confronti del governo Renzi. Dunque, non è escluso che Berlusconi pensi ad operare un cambiamento anche a Palazzo Madama.

Come appare chiaro, pero, al di là dei nomi, è la carenza di una linea politica il vero problema. Forza Italia continua a litigare sulle poltrone, ed è diviso tra "nazareni" e "anti-nazareni", tra centristi e lepenisti, tra quelli che vogliono il partito leaderistico e quelli che chiedono le primarie. E come se non bastasse sta per diventare un soggetto politico "virtuale".

E' proprio di questa settimana infatti la notizia che dal prossimo anno, a causa della carenza di fondi, Forza Italia dovrà abbandonare gli uffici della sede in piazza San Lorenzo in Lucina e licenziare i suoi 81 dipendenti.

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