Sandro Bondi racconta la "sottomissione a Berlusconi" e annuncia di lasciare la politica

Sandro Bondi

racconta, in un'intervista uscita oggi su Repubblica, la parabola che lo ha portato ad essere da fedelissimo di Berlusconi a suo grande accusatore.

Il senatore ed ex ministro della cultura è passato a sostegno della maggioranza, nel gruppo di Verdini, ma si dice già pronto a lasciare definitivamente la politica a fine legislatura.

Le parole sul Cavaliere sono durissime, così come quelle di autocritica per una dichiarata "sottomissione a Berlusconi". Bondi però rivendica anche un ruolo diverso e sconosciuto ai più: "Quando forse un giorno verranno pubblicate le mie lettere indirizzate nel corso di vent'anni a Berlusconi, frutto del mio lavoro di consigliere politico, si comprenderà qual è stata davvero la mia figura".

Ecco alcuni dei passaggi dell'intervista di Repubblica a Bondi.

Il giudizio su Berlusconi:

Brillante all'opposizione ma deludente se non fallimentare nell'arte di governare e nel portare a compimento quegli accordi politici che avrebbero cambiato in meglio il nostro paese. Non ha saputo esercitare, quando sarebbe stata opportuna, la sua tendenza al compromesso.

Sull'utopia politica berlusconiana:

Di tutte queste cose Berlusconi non si curò mai. Ci lasciava giocare con la politica e con le idee, fino a che non toccavamo la sostanza dei suoi interessi e del suo potere. Ricordo che, quando ero ministro, osai parlare di un canale televisivo pubblico dedicato alla cultura senza pubblicità. Subito, il pur mite Fedele Confalonieri mi redarguì bruscamente.

L'appoggio al Governo Monti:

Berlusconi, nonostante ciò che disse in seguito, diede il via libera a Monti durante una riunione a Palazzo Grazioli nel corso della quale ci fece preliminarmente ascoltare in viva voce ciò che ne pensavano Ennio Doris di Mediolanum e l'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel. In questo modo eravamo messi sull'avviso della sua decisione.

Lodi ad Alfano:

La nostra autonomia politica era pari a zero. L'unico ad aver avuto la forza e il coraggio di un gesto di indipendenza è stato Angelino Alfano. All'epoca mi opposi a lui, nonostante l'amicizia che ci legava, per l'ennesimo atto di sottomissione a Berlusconi.

L'addio alla politica di Bondi:

Ho chiuso definitivamente con l'impegno politico. Mi sento vecchio e superato, oggi che in Italia e in Europa è in atto un grande rinnovamento generazionale di cui Renzi è una delle espressioni.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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