Usa: Obama pronto a misure unilaterali per il controllo delle armi

NEWARK, NJ - NOVEMBER 02:  U.S. President Barack Obama speaks at the Rutgers University-Newark S.I. Newhouse Center for Law and Justice on November 2, 2015 in Newark, New Jersey. Obama spoke on the difficulties formerly-incarcerated people face when re-entering society after serving time in prison and new initiatives to help support those going through the process.  (Photo by Andrew Burton/Getty Images)

Barack Obama non ha intenzione di abbandonare la Casa Bianca senza prima aver dato un segnale di contrasto importante alla vendita delle armi. Sebbene la maggioranza dei cittadini statunitensi non sia d'accordo con la revisione del secondo emendamento e il Congresso, foraggiato dalle lobby, non abbia manifestato nessuna volontà riformatrice a riguardo, il presidente non vuole lasciare nulla di intentato. E per questo motivo, lunedì prossimo, vedrà il ministro della Giustizia, Loretta Lynch. Obiettivo della riunione è quello di preparare un'ondata di decreti che rafforzino i controlli.

A darne notizia è stato lo stesso Obama nel primo messaggio del 2016 alle famiglie. Il presidente, conscio che non ha più tempo per rivoluzionare il diritto americano, ha deciso di agire in maniera unilaterale, quantomeno per tamponare il problema. Dopo le numerose stragi avvenute durante la sua presidenza, l'ultima di matrice terroristica a San Bernardino, ha reso noto che è necessaria una stretta sulla vendita di pistole e fucili di ogni genere. Inclusi quelli d'assalto, pensati per i teatri di guerra, ma impiegati troppo spesso anche nelle città statunitensi.

Il presidente non ha voluto calcare troppo la mano, lasciando intendere che la libertà di acquistare un'arma non è in discussione. Tuttavia, come riportato da Afp, ha specificato di aver ricevuto numerose sollecitazioni da famiglie, insegnanti e bambini, che chiedono di intervenire sul problema. Ed ha aggiunto: "mi sono pervenute lettere anche da parte di proprietari responsabili di armi che condividono la mia convinzione di garantire il diritto a possedere armi sancito nel secondo emendamento, ma anche quella che tale diritto può essere difeso impedendo un uso irresponsabile e pericoloso di queste armi".

Non è chiaro cosa comprenderà nello specifico il pacchetto di decreti in preparazione, ma certamente si capirà di più già a partire della prossima settimana. E' probabile che le nuove misure prevedano il rafforzamento dei cosiddetti background check, ovvero dei controlli pre-acquisto che stabiliscono che l'acquirente non abbia precedenti penali o che non soffra di disturbi mentali.

Ricordiamo che non è la prima volta che l'inquilino della Casa Bianca mira a promuovere misure per frenare la violenza delle armi. Già nel dicembre del 2012, quando in una strage furono massacrati 20 bambini e sei adulti, Obama si mosse in questa direzione. Tuttavia il provvedimento restrittivo si arenò al Senato.

Intanto in Texas, Stato tradizionalmente a favore del possesso di armi, è già arrivata implicitamente una risposta all'iniziativa del presidente. E'entrata in vigore di una legge da "far west", che permette di tenere la pistola nella fondina in vista, ovunque: per strada, al lavoro, nei locali pubblici.

Per il milione di texani in possesso di un'arma, sarà possibile godere del principio dell'open carry, a patto che si sottopongano a controlli più serrati e forniscano le impronte digitali.

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