Renzi a La Stampa parla di contenziosi con l'Ue, Ilva, M5S, Ferrari e… Checco Zalone

Il Presidente del Consiglio parla a 360° al quotidiano torinese.

Matteo Renzi, intervista a La Stampa

Sulla prima pagina de La Stampa di oggi, lunedì 4 gennaio 2016, c'è il richiamo a un'intervista rilasciata dal Premier Matteo Renzi al quotidiano torinese riportata per intero nelle pagine interne e sul sito web.

Renzi parla di tutti gli argomenti più discussi di questi ultimi giorni, inclusi i dati Eurostat che dimostrano che la crescita dell'Italia è stata la più lenta in Europa e su questo punto il Premier dice:

"Ma dico: scherziamo? Abbiamo avuto tre anni di recessione sconosciuta in altri Paesi. Pensi al nostro Pil: -2,3 con Monti, -1,9 con Letta e con me -0,4 l’anno scorso. Quest’anno siamo cresciuti dello 0,8%, nel 2016 lo faremo del doppio. L’Italia è ripartita, siamo fuori dal pantano del 2013. Dopo anni di grigiume, come diciamo a Firenze, il clima è decisamente cambiato"

Renzi promette che la disciplina delle unioni civili è ritenuto dal governo un tema di massima urgenza:

"È una ferita che va sanata, siamo fanalino di coda in Europa. Il tema è di quelli che toccano la sensibilità dei singoli parlamentari, e bisogna tenerne conto: su alcuni punti ci sarà la libertà di coscienza. Quello che è certo è che la legge va fatta, subito. C’è discussione nei partiti, lo so. E anche nel Pd ci sono idee diverse. Discuteremo ancora, naturalmente: ma il momento di tirare le fila e concludere ormai è venuto"

Sui contenziosi con l'Ue il Premier minimizza:

"È sbagliato chiamarli contenziosi. Ho un ottimo rapporto con Juncker, che sarà qui a febbraio. E Angela Merkel volle conoscermi quando ero ancora sindaco di Firenze. Non ci sono contenziosi o problemi personali: ci sono solo questioni politiche e di regole che, come è giusto che sia, devono valere o per tutti o per nessuno"

e per quanto riguarda i rapporti con la Germania spiega:

"Nessuna polemica tra me e Angela. Io ho solo fatto delle domande: per esempio, se i gasdotti vanno bene quando sono fatti nell’Europa del nord e meno bene quando si ipotizza di farli al sud. Oppure se la flessibilità possono praticarla alcuni Paesi mentre altri no"

Renzi coglie anche l'occasione per l'ennesima frecciatina al MoVimento 5 Stelle:

"Il loro modo di governare è il miglior spot per il Pd. Io li rispetto, ma amministrano una dozzina di Comuni su 8mila e lo fanno tra fallimenti ed espulsioni. Passare dalle veline del blog alla realtà è complicato, me ne rendo conto…"

Oggi è il giorno della quotazione di Ferrari a Piazza Affari, evento a cui Matteo Renzi ha preso parte tenendo anche un breve discorso, a La Stampa su questo argomento ha detto:

"Quando Marchionne mi annunciò l’idea della quotazione in Borsa a New York gli chiesi di farlo anche qui da noi. Magari ci aveva già pensato, ma voglio ringraziarlo lo stesso. E anche questa operazione, che io apprezzo, in fondo è il segno che il capitalismo di relazione è finito, e che è il tempo dell’apertura e della trasparenza"

Infine, una battuta sul film di Checco Zalone, Quo Vado, che sta sbancando i botteghini e che il Premier ammette di aver visto con i suoi figli che conoscono gli altri film del comico pugliese a memoria. Sul fatto che sia sorto un dibattito sul film, se è di destra, sinistra o centro, Renzi dice:

"Sorrido di fronte a certi cambi di atteggiamento: fino a ieri era un reietto, volgare, snobbato da certi intellettuali. Non entro nel dibattito. Dico che Zalone è un uomo molto intelligente, e che l’operazione di lancio del film è un capolavoro, geniale. In sala c’era gente normale, che si è divertita. E i professionisti del radical-chic, che ora lo osannano dopo averlo ignorato o detestato, mi fanno soltanto sorridere"

Renzi ha anche detto di aver riso dall'inizio alla fine del film. Che equivale a dire che ha riso anche della riforma del suo stesso governo…

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