Corea del Nord, test nucleare: aerei ricognitori Usa sul luogo dell'esplosione

aggiornamento giovedì 7 gennaio 2016, ore 11.59 - Poche ore dopo il test nucleare nordcoreano, il presidente Usa, Barack Obama, ha contattato il presidente della Corea del Sud, Park Geun-Hye, e il premier giapponese, Shinzo Abe, per riaffermare un “irremovibile impegno” nella difesa della sicurezza dei due Paesi e per sottolineare la necessità di “una risposta internazionale forte e unitaria al comportamento incosciente della Corea del Nord”. Il test nucleare condotto condotta dal leader Kim Jong-Un è l’ennesima violazione alle risoluzioni Onu di Pyongyang.

Non si è mossa solo la diplomazia. Alcuni aerei ricognitori Usa sono decollati nella notte dalla base di Okinawa, mentre dalla base di Kadena si sono alzati in volo tre aerei-spia che hanno il compito di raccogliere dati e immagini sui siti nei quali si sono verificate esplosioni. Ieri John Earnest aveva detto che gli Usa avrebbero raccolto prove supplementari sul test.

Intanto la Corea del Sud ha limitati l’accesso alla zona industriale di Kaesong condivisa fra le due Coree. Verrà inoltre ripresa l’attività di propaganda della Corea del Sud nell’area di confine, dopo che questa era cessata nello scorso mese di agosto.

Corea del Nord, test nucleare: in arrivo nuove sanzioni dall'Onu. Pyongyang: "Noi responsabili"


19.30

- Il Consiglio di sicurezza dell'Onu, convocato d'urgenza dopo il test nucleare nordcoreano, approverà una risoluzione di condanna unanime e si dice pronto al varo di nuove sanzioni contro il regime di Pyongyang.

Per parte sua, la Core del Nord replica con una nota diffusa dalla sua missione all'Onu: "La Corea del Nord è uno Stato responsabile, non saremo mai noi i primi ad utilizzare armi nucleari né a trasferire tecnologie". Ed ha aggiunto che l'esperimento è stato condotto in modo "perfetto e sicuro" e "non ha avuto alcun impatto negativo sull'ambiente".

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, è intervenuto personalmente per condannare l'atteggiamento tenuto da Pyongyang, definito come "profondamente destabilizzante per l'intera regione". "Questo test - ha spiegato - ancora una volta viola numerose risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. Inoltre è una grave violazione delle norme internazionali contro i test nucleari". Ban ha quindi invitato la Corea del Nord ad "assolvere i suoi obblighi verso una denuclearizzazione verificabile".

17.30 - Anche la Cina, principale partner commerciale della Corea del Nord, ha espresso la propria ferma contrarietà all'esperimento nucleare che ha provocato la potente scossa sismica. Pechino evidenzia che ha insistentemente chiesto al regime di Kim Jong-Un di "tener fede all'impegno della denuclearizzazione" e di "astenersi da ogni azione che possa aggravare la situazione".

Segnaliamo che la Repubblica Popolare, che ha recentemente stretto accordi diplomatici con la Corea del Sud e il Giappone, ha progressivamente raffreddato le sue relazioni con Pyongyang. Tra il successore di Kim Yong-Il e il presidente cinese, Xi Jinping, non c'è mai stata una grande intesa, sebbene l'embargo dell'occidente incida profondamente sull'economia nordcoreana.

Intanto, è iniziato il Consiglio di Sicurezza Onu "a porte chiuse". L'ambasciatore britannico alle Nazioni Unite, per parte sua, ha fatto sapere che il Consiglio sta considerando di imporre nuove sanzioni alla Corea del Nord. Mentre il rappresentante diplomatico russo, Vitaly Churkin, ha invitato a mantenere "freddezza" e a mettere in campo una "risposta proporzionata".

17.00 - Il titolare del Dicastero degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha diffuso una nota, in cui afferma che se il test nucleare della Corea del Nord fosse accertato si tratterebbe di una grave violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu. Il ministro ha annunciato un confronto col suo omologo giapponese, Fumio Kishida, sulle misure da adottare.

Aggiornamento ore 13,30 - Continuano ad arrivare dichiarazioni di condanna contro il test nucleare effettuato della Corea del Nord. Il presidente francese, Francois Hollande, definisce il gesto del regime di Pyongyang come "una violazione inaccettabile delle risoluzioni dell'Onu" e chiede "una reazione forte della comunità internazionale".

Sulla stessa lunghezza d'onda c'è il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, che su Twitter ha evidenziato: "se le notizie sui test della bomba-H fossero confermate sarebbe una grave violazione delle risoluzioni dell'Onu e una provocazione che condanniamo senza riserve".


Tuttavia segnaliamo che gli 007 di Suel, al di là dell'annuncio ufficiale dato da una speaker alla tv nordcoreana, sostengono che la scossa sismica di 5.1 di magnitudo sia da attribuire ad una "normale" bomba atomica e non ad una bomba all'idrogeno.

Sul caso è intervenuta anche l'Alto Rappresentante della politica estera Ue, Federica Mogherini. L'ex ministro degli Esteri italiano, nel condannare l'esperimento nucleare della Corea del Nord, ha esortato Pyongyang a "impegnarsi in un dialogo credibile e significativo con la comunità internazionale, in particolare nella cornice dei colloqui a sei (con Corea del Sud, Usa, Cina, Russia e Giappone)”.

Confermato il Consiglio di sicurezza Onu "a porte chiuse". Dovrebbe avere inizio alle 17.00, ora italiana.

Corea del Nord: test nucleare provoca terremoto di magnitudo 5.1. Si tratta della bomba all'idrogeno?


6 gennaio 2016

- Gli allarmi dell'ultimo periodo sembrano essere fondati. La Corea del Nord, provocando un terremoto di 5.1 di magnitudo a 19 chilometri dal Sungjibaegam, potrebbe aver fatto fatto esplodere un ordigno termonucleare. Tale evento è stato trasmesso dalla televisione nazionale, ma le veridicità delle immagini deve essere appurata. Immediate le reazioni di condanna di Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone per il quarto esperimento nucleare, dal 2006, messo in atto dal regime di Pyongyang.


Sulla questione è intervenuto anche il responsabile del il trattato sul bando dei test nucleari, Lessina Zerbo, che ha evidenziato che se ci fosse stata una sperimentazione su una bomba all'idrogeno ci si troverebbe davanti ad una violazione delle convenzioni internazionali e ad una grave minaccia alla sicurezza globale. Per questo motivo, è stato convocato un vertice d'emergenza Onu per la giornata di oggi.

"Abbiamo fatto esplodere con successo il nostro primo ordigno termonucleare all'idrogeno", afferma un comunicato ufficiale del regime del dittatore Kim Jong-un. E la dichiarazione non appare affatto semplice propaganda, come pensavano gli analisti nello scorso dicembre. In quell'occasione, il Presidente e capo del Partito dei lavoratori aveva reso noto che il suo paese era pronto per dei test, al fine "di uno sviluppo dell'industria militare nordcoreana".

Tuttavia, Seul, a differenza degli osservatori, aveva dato un certo credito alle parole di Kim. Proprio ieri su Polisblog, abbiamo offerto un resoconto del rapporto del Comando di Difesa chimico, biologico e radiologico (CRB), che parlava di possibili test termonucleari presso il sito di Punggye-ri. Secondo il ministero della Difesa sudcoreano, le autorità di Pyongyang erano già da tempo al lavoro nella produzione di trizio, un isotopo radioattivo che serve a costruire armi nucleari sofisticate.

Rispetto ai test nucleari del 2006, 2009 e 2013, quello odierno sarebbe molto più pericoloso. Non si tratterebbe di una "semplice" bomba atomica, ma di una bomba all'idrogeno, decisamente molto più potente. E, secondo quanto riferiscono i centri di intelligence nipponici e occidentali, l'ordigno potrebbe avere anche dimensioni tali da essere caricato su un missile balistico.

L'agenzia di stampa statale della Corea del Nord ha ribadito che il governo non rinuncerà al programma nucleare fino a quando gli Stati Uniti non metteranno fine "alla loro politica di aggressione". Pyongyang ha anche specificato che userà gli armamenti nucleari in maniera responsabile e che non trasferirà le sue capacità belliche ad altri soggetti.


Il portavoce del governo del Giappone, Yoshihide Suga, ha dichiarato che l'esplosione "sembrerebbe attribuibile a un ordigno nucleare". Mentre il primo ministro Shinzo Abe ha sottolineato che l'attegggiamento nordcoreano "costituisce una minaccia serissima alla sicurezza mondiale". E' probabile che Tokyo prenda immediatamente delle contromisure.

Altrettanto preoccupata la reazione della Corea del Sud. Il ministro degli Esteri, Yun Byung-Se, ha convocato una riunione d'urgenza dei suoi esperti e del gabinetto di crisi. la premier, Park Geun-hye, che pure aveva teso una mano a Kim durante l'ultimo vertice Onu di settembre, ha specificato che ci si trova davanti ad una "minaccia inaccettabile".

Il Pentagono sta monitorando la situazione. La Casa Bianca, per parte sua, ha già contattato le autorità giapponesi, cinesi, russe e sudcoreane per concordare una risposta alla violazione dei trattati internazionali da parte di Pyongyang.

Difficile, per il momento, stabilire con certezza se l'esplosione sia da attribuire ad un ordigno nucleare comune o alla bomba all'idrogeno. Secondo la Yonhap News Agency sudcoreana non è stata rilevata alcuna radiazione attribuibile all'esplosione di una testata termonucleare. L'esperimento, dunque, potrebbe essere stato eseguito in una zona sotterranea.

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