Migranti, Vertice Ue a Bruxelles: Svezia e Danimarca possono derogare al principio della libera circolazione

European Union Commission President Jean-Claude Juncker talks to the press at the end of a European Union Summit at the EU Council in Brussels on December 18, 2015. / AFP / THIERRY CHARLIER        (Photo credit should read THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)

Aggiornamento ore 14.20 - Al termine del vertice Ue sull'immigrazione, il Commissario per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, ha dichiarato: "abbiamo tutti concordato che Schengen deve essere salvaguardata" e che "le misure messe in atto saranno mantenute per lo stretto necessario, fino a quando ci sarà una riduzione dei flussi".

Dunque passa la tesi che Svezia e Danimarca siano legittimate a derogare al principio della libera circolazione, statuito dall'articolo 23 del codice Schengen. Si prende atto così, come sottolineato dal tedesco Ole Schröder, che il "controllo delle frontiere esterne non funziona".

Nel frattempo, la danese Inger Stojber, ha dichiarato: "abbiamo ripristinato i controlli ai confini, ma non abbiamo introdotto l’obbligo di controllo dell’identità dei passeggeri per le compagnie di trasporti". Tuttavia, ha specificato, "se necessario metteremo in atto la misura e con breve preavviso".

Insomma, al di là dei buoni intenti della Commissione, appare chiaro che Schengen sta franando che gli Stati procedono in ordine sparso.

Migranti: Oggi Vertice Ue a Bruxelles. Schengen sempre più in affanno


Oggi 6 gennaio 2016, avrà luogo a Bruxelles un vertice Ue focalizzato sulla questione migranti e sulla libera circolazione. Per l'occasione, Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per le migrazioni, ha invitato il ministro svedese all'Immigrazione e alla Giustizia, Morgan Johansson, il ministro danese per l'Immigrazione e l'integrazione, Inger Stojberg, e il segretario di Stato agli Affari interni del governo tedesco, Ole Schroeder. I primi due dovranno rendere conto del ripristino dei controlli alle frontiere, stabilito per far fronte ai flussi migratori.


L'obiettivo di Avramopoulos, secondo quanto rivela una nota ufficiale, è quello di "rendere più efficace il coordinamento fra i Paesi coinvolti per assicurare una miglior gestione della pressione migratoria". La Ue verificherà anche se l'introduzione di controlli obbligatori sull'identità di coloro che entrano in Svezia, attraverso i tutti i mezzi di trasporto, sia compatibile con le norme europee vigenti.

Tove Ernst ha già reso noto che al momento le scelte delle autorità danesi e svedesi potrebbero essere accolte. La portavoce della Commissione Europea ha dichiarato che si è verificata una "minaccia grave alla sicurezza interna", causata dall'afflusso "senza precedenti" di migranti e richiedenti asilo. Tale circostanza è condizione necessaria per poter derogare al principio della libera circolazione, secondo quanto statuito dall'articolo 23 del codice Schengen.

Le spaccature Ue, nonostante il moltiplicarsi dei naufragi nel Mediterraneo e le vicende dei profughi provenienti dal Medio Oriente da est, sono sempre più evidenti sulla questione migranti. "Schengen è sotto pressione. Stiamo lavorando per riportare la situazione alla normalità attraverso una serie di misure. Ma nessuno ha la bacchetta magica", ha dichiarato a riguardo il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas.

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