Varoufakis lancia un nuovo soggetto politico: Democrazia nel Movimento Europeo 2025

Il 9 febbraio prossimo nascerà a Berlino "Democrazia nel Movimento Europeo 2025" (Diem 2025). Si tratta di nuovo movimento politico continentale, teso a federare tutti i partititi e i soggetti di sinistra che si oppongono alle vigenti regole europee. Lo ha annunciato l'ideatore del progetto, l'ex ministro della finanze ellenico, Yanis Varoufakis.

L'economista greco ha rivelato i suoi piani al giornale tedesco Neues Deutschland, specificando che "bisogna salvare l’Europa dagli artigli di chi sbaglia".

Dal giorno successivo alle sue dimissioni, provocate da un'inconciliabilità di vedute con il premier Tsipras, l'ex ministro non ha mai smesso di lavorare ad un fronte di opposizione all'austerity e al Fiscal Compact. In molti lo hanno accusato di un protagonismo fine a sé stesso, e funzionale ad accrescere il suo conto in banca attraverso la partecipazione a conferenze e trasmissioni televisive. Ma per chi ha seguito da vicino di Varoufakis negli ultimi mesi, è chiaro che il suo obiettivo è principalmente quello di tornare nell'agone politico.

A testimonianza di ciò , ricordiamo la presentazione dell'appello dei 19 economisti all'Onu, i numerosi incontri con gli esponenti della sinistra europea e l'iniziativa, lanciata a dicembre, dei 1001, gruppo di giovani e meno giovani che ha l'obiettivo di dare una scossa alla Ue.

Diem, secondo quanto riferisce l'accademico greco, sarà una nuova forma di “internazionalismo radicale”, capace di mettere in crisi “la vecchia politica di piattaforme nazionali con alleanze su scala europea” e "di porre limiti all’esportazione nazionalista delle grandi potenze”.

Varoufakis dice di voler presentare il nuovo movimento a Berlino perché è la città simbolo dell'austerità, il luogo giusto per far sentire una voce chiara contro “le false strategie politiche e sociali, l’egoismo nazionalista e le istituzioni comunitarie che funzionano in maniera non democratica”.

I principi ispiratori di Diem sono tutti contenuti nel famoso manifesto Per un piano B in Europa. Il documento è stato firmato anche dal leader del Parti de Gauche francese, Jean-Luc Mélenchon, dall’ex viceministro dell’Economia italiano, Stefano Fassina, dall’ex ministro tedesco e cofondatore di Die Linke, Oskar Lafontaine, e dall’ex presidente del Parlamento greco, Zoe Konstantopoulou.

Varoufakis, in una recente intervista a L'Espresso, è tornato a criticare aspramente le politiche sul debito ed ha severamente bocciato l'efficacia dei piani di salvataggio. Inoltre, non ha risparmiato un commento velenoso su Matteo Renzi, che a suo dire non starebbe facendo vera opposizione alla Germania: "Se (Renzi) avesse fatto e se facesse una vera opposizione alla politica di Berlino avrebbe evitato di esercitare una pressione disumana nei confronti di Tsipras affinché si arrendesse alle richieste della Troika che ora, tardivamente, lo stesso Renzi ritiene sgradevoli. È nel culmine della battaglia che il coraggio e le vere intenzioni si rivelano, non dopo".

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