Depenalizzazione Cannabis: il Nuovo Centrodestra stoppa il governo

Niente depenalizzazione per chi coltiva anche una sola pianta di cannabis per uso personale. Il partito di Alfano prova a mostrare i muscoli.

La depenalizzazione della cannabis è una di quelle cose a cui la destra italiana si oppone con vigore da sempre. Anche se si dovesse trattare di una depenalizzazione davvero soft, come quello che il governo prende in considerazione, che consiste nel consentire di fatto la coltivazione di una/due piantine di cannabis in casa propria, per uso personale e magari a scopo terapeutico.

Nel governo, però, è presente una parte dell'italico centrodestra, vale a dire il NCD di Alfano, che su questa materia (dopo il reato di clandestinità) ha deciso di puntare i piedi e impedire - come anticipa Repubblica oggi in edicola - "la trasformazione del reato contenuto nel testo unico sulle droghe del 1990, tante volte contestato aspramente dai Radicali, e che sarebbe potuto diventare un illecito amministrativo, punito con una sanzione e relativa multa da 5 a 30mila euro".

Non si tratta quindi di legalizzare la cannabis, nemmeno di aprire coffee shop in ogni angolo delle città, o di consentire a tutti di fumare spinelli per strada. Si tratta solo di permettere la coltivazione di una piantina (poi, ci sarebbe da discutere anche sulla dimensione, di queste piantine) e magari sottrarre così introiti alla criminalità organizzata.

Niente da fare, però, il Nuovo Centrodestra ha convinto il governo che la cosa - così come la depenalizzazione del reato di clandestinità - non è politicamente opportuna. Che non può essere portata a termine senza un'adeguata sensibilizzazione dell'opinione pubblica e che potrebbe far sorgere il dubbio che si stia cedendo sulla lotta alla droga. Insomma, sono vicine le amministrative, e nessuna se la sente di rischiare su nulla.

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