Catalogna: Carles Puigdemont è il nuovo presidente della Generalitat

BARCELONA, SPAIN - JANUARY 10:  Carles Puigdemont gives a speech during the parliamentary session debating on his investiture as the new President of Catalonia on January 10, 2016 in Barcelona, Spain. After months of negotiations, the Catalanist coalition 'Junts pel Si' (Together for the Yes) and the Pro-Independence left-wing party 'Candidatura d'Unio Popular' CUP (Popular Unity Candidacy) have reached a last minute decision to promote the Mayor of Girona Carles Puigdemont to President of Catalonia. The coalition 'Junts pel Si' won the most of the seats in the regional elections held on September 27, 2015 but failed to form a Pro-Independence majority in the Parliament of Catalonia as CUP rejected Acting President of Catalonia and 'Junts pel Si' candidate Artur Mas investiture.  (Photo by Alex Caparros/Getty Images)

Riparte ala corsa della Catalogna verso l'indipendenza. Carles Puigdemont, sindaco di Girona, è stato eletto domenica sera nuovo presidente de la Generalitat. Il parlamento di Barcellona lo ha nominato al primo turno, con 70 voti favorevoli, 63 contrari e due astensioni.

Puigdemont, prendendo la parola subito dopo la sua elezione, ha esordito con un "Viva la Catalogna Libera!". Ed ha aggiunto, in segno di sfida al governo centrale, "Non sono tempi per codardi questi". Immediata la replica da Madrid da parte del premier Mariano Rajoy, che ha subito puntualizzato che si impegnerà per impedire qualsiasi spinta autonomista. Il primo ministro ha voluto evidenziare anche di essersi già consultato con i leader del Pasoe, Pedro Sanchez, e di Ciudadanos, Albert Rivera, ottenendo il loro sostegno sulla questione catalana.

L'obiettivo dichiarato di Puigdemont è di arrivare in 18 mesi alla nascita della "Repubblica catalana". E per farlo si avvarrà dell'appoggio della Lista Junts pel Si (Convergenzia Democratica di Catalogna e Sinistra Repubblicana Catalana) e degli 8 dei 10 parlamentari della lista indipendentista Cup, che hanno votato ieri per lui.

Puigdemont è entrato in corsa dopo che l'ex presidente, Artur Mas, è stato “scaricato” dai radicali della Cup. Il nuovo presidente pare una certezza per l'estrema sinistra, visto che ha già annunciato che farà applicare la mozione che dichiara l’inizio del processo di creazione di una nuova Repubblica indipendente. Ricordiamo che la mozione è stata bocciata dalla Corte costituzionale spagnola, dopo essere rimasta ferma proprio per il rifiuto della Cup di rieleggere Mas.

Così nel giro di 30 giorni, nonostante il veto di Madrid, saranno messe in cantiere norme capaci di innescare il processo di "disconnessione" dalla Spagna. Inoltre, si pensa di dare vita a nuove istituzioni: una Agenzia fiscale e una Agenzia della Sicurezza Sociale catalane. Puigdemont, infine, ha reso noto che l'indipendenza sarà discussa nelle sedi internazionali, anche a Bruxelles.

La scelta del Parlamento di Barcellona non potrà non avere ripercussioni anche in ambito nazionale, dove dopo le elezioni del 20 dicembre non c'è ancora una maggioranza in grado di sostenere un nuovo esecutivo. Il Ppe di Rajoy è arrivato primo, ma non ha i numeri per governare. I socialisti, per parte loro, si oppongono all'ipotesi di Grande Coalizione alla tedesca, auspicando invece una alleanza "alla portoghese" con Podemos. Il partito di Pablo Iglesias, però, esige un referendum proprio sull’indipendenza catalana, che il Psoe esclude.

Tuttavia, secondo El Pais, proprio la questione catalana potrebbe sbloccare l'impasse. I socialisti, pur di evitare la consultazione, sarebbero disposti a valutare con attenzione una coalizione a tre con Ciudadanos e popolari.

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