Obama e l'ultimo discorso sullo Stato dell'Unione citando Papa Francesco | Video

Frecciatine a Donald Trump: "Quando dei politici insultano i musulmani non ci rendono più sicuri, tradiscono quello che noi siamo".

Economia, terrorismo, sicurezza, sanità, energia, matrimoni gay sono stati i temi principali dell'ultimo discorso sullo Stato dell'Unione del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama che questa notte ha parlato a tutta la nazione.

L'inquilino della Casa Bianca non ha fatto un vero e proprio bilancio del suo operato, ma una sorta di testamento politico e ha esordito descrivendo l'epoca attuale come un tempo di straordinari cambiamenti che da una parte offre molte opportunità, ma dall'altra porta anche traumi. Ha anche ricordato Abraham Lincoln che esortava gli americani a non appiattirsi sui dogmi di un passato tranquillo perché l'America è grande proprio per aver visto opportunità "lì dove altri avevano paura" e lo spirito degli americani ha permesso loro di risollevarsi dalla più grave crisi economica dei tempi recenti.

Proprio l'aver superato la crisi economica è uno dei quattro obiettivi che Obama sente di aver raggiunto durante la sua presidenza insieme con la riforma della sanità e del settore dell'energia e l'aver riconosciuto a tutti la libertà di sposare chi si ama indipendentemente dal fatto che sia del sesso opposto o dello stesso sesso.
Obama, inoltre, sente di lasciare un'America più sicura e ricorda anche i 14 milioni di posti di lavoro che sono stati creati durante i suoi otto anni di mandato. Obama ha poi tracciato la linea da seguire in futuro:

"Il disagio nel paese deriva da cambiamenti strutturali, ogni posto di lavoro può essere minacciato dall'automazione o delocalizzato all'estero, è diventato più difficile uscire dalla povertà, trovare lavoro per i giovani, andare in pensione quando si vuole"

a cui ha aggiunto altri importanti progetti come la scuola materna gratuita per tutti e due anni di università gratuiti.
Sempre per quanto riguarda il futuro, non ha parlato esplicitamente del suo successore, lasciando tuttavia intendere l'intenzione di sostenere Hillary Clinton, ma non cita nessuno, nemmeno gli avversari, anche se un passaggio del suo discorso sempre un attacco diretto a Donald Trump:

"Quando dei politici insultano i musulmani non ci rendono più sicuri. È solamente sbagliato. Ci sminuisce agli occhi del mondo e rende più difficile raggiungere i nostri obiettivi. E tradisce quello che siamo come Paese"

e poi ancora

"Sono abbastanza fiducioso che la stragrande maggioranza degli americani guardi a quelle politiche che alimentano le nostre speranze e non le nostre paure, che aiutano a lavorare insieme e non a dividere. Non credo che la maggioranza degli americani chieda soluzioni semplicistiche e capri espiatori, ma credo si aspetti di vedere proposte che funzionino per la prossima generazione. Non è certo per colpa degli immigrati se le retribuzioni non sono cresciute"

Sulla politica estera Obama ha sottolineato come gli Stati Uniti siano sempre la prima forza militare con il miglior esercito del mondo e ha detto:

"L'America resta militarmente di gran lunga la più forte, più delle otto nazioni che la seguono messe insieme"

evidenziando come, quando c'è una crisi in qualche parte del mondo, si vada a bussare sempre alle porte degli Usa e non a Mosca o a Pechino. Sul Medio Oriente ha detto che l'instabilità che lo caratterizza è il prezzo di sconvolgimento che dureranno una generazione, poi sulla Cina ha parlato di una transazione difficile, mentre la Russia ha un'economia a pezzi.

La lotta al terrorismo, ha detto Obama, è la sua priorità e ha aggiunto:

"Chi ha dei dubbi sulla mia determinazione, vada a chiedere a Osama Bin Laden"

ma invita a non confondere tra Isis e Islam:

"È un folle errore quello di regalare ai terroristi degli alleati, sposando la loro pretesa di rappresentare una delle più grandi religioni mondiali"

E su questo tema ha anche citato Papa Francesco dicendo:

"Imitare l'odio e la violenza dei tiranni e degli assassini e' il modo migliore per prendere il loro posto"

Sempre sugli esteri, ma guardando molto più vicino e cioè a Cuba, Obama ha rivendicato l'apertura della sua politica verso l'Avana e ha lanciato una frecciatina al Congresso e in particolare alla maggioranza repubblicana che gli nega di togliere l'embargo:

"È così che si consolida la leadership Usa nell'emisfero delle Americhe, riconoscendo che la guerra fredda è finita"

Sul suo futuro Obama ha detto:

"Tornerò in mezzo a voi cittadini e la proseguirò dalla vostra parte"

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