I rapporti tra Italia e UE ai minimi storici: litigi tra Juncker e Renzi

Bruxelles irritata con Roma e Roma con Bruxelles: rapporti ai minimi storici

16:40 - Per la prima volta da settimane il presidente Jean Claude Juncker, in una conferenza stampa a Strasburgo rispondendo a una domanda sui rapporti con l'Italia, ha tentato di smorzare e non poco le recenti polemiche con il governo di Roma su riforme, flessibilità ed atteggiamenti irritanti da ambo le parti che hanno portato i rapporti ai minimi storici.

"Ci sono buone relazioni tra la Commissione e il governo italiano e non ci sono problemi tra questo e la Commissione. [...] C'è stato uno scambio di parole virili, ma è normale in democrazia e non avrà conseguenze"

Dello stesso avviso anche Martin Shulz, presidente dei socialisti europei (cui fa capo il PD). Si attende ora l'ennesima replica del governo italiano per chiudere l'imbarazzante scambio di cortesie a mezzo stampa tra Roma e Bruxelles.

Mercoledì 20 gennaio 2016, ore 12:17 - Ieri anche il il presidente del Ppe all’Europarlamento, Manfred Weber, si è lanciato nel ring delle polemiche tra Roma e Bruxelles:

"Quando vediamo che l’Italia non è disposta ad aiutare la Turchia se non in cambio di una contropartita tutto ciò va a svantaggio dell’Europa, della sua forza e della sua credibilità. Renzi sta mettendo a repentaglio la credibilità europea a vantaggio del populismo”

Weber, molto vicino ad Angela Merkel, ha inoltre sciorinato una sequela lunghissima di complimenti per Federica Mogherini, sopratutto in materia di nucleare iraniano. Oggi da Davos, dove si tiene il vertice internazionale del World Economic Forum, il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscovici è tornato sulla questione del debito pubblico italiano, chiedendo a Roma di ridurlo, e tornando anche sulle recenti polemiche tra il governo Renzi e la Commissione presieduta da Juncker:

"La Commissione Europea non può essere accusata di agire contro l'Italia, questo è assolutamente sbagliato. [...] Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, è un leader ambizioso e attento alle riforme e la Commissione Europea ha avuto molte occasioni per mostrare il suo apprezzamento verso quelle riforme. [...] Abbiamo bisogno di un rapporto positivo. Junker ha espresso i suoi pensieri perché ha ritenuto che la commissione avesse ricevuto delle critiche ingiuste. Ma capiamo la situazione e vogliamo discuterla. [...] Quale altro Paese beneficia di tutta la flessibilità prevista dal Patto di stabilità, inclusa la clausola sugli investimenti e quella sulle riforma strutturali? Nessuno."

"E' chiaro - ha detto ancora - che l'Italia debba ora muoversi per ridurre il debito". "Sì, il governo italiano sta facendo le riforme ed è una cosa positiva. Sì, sta riducendo il deficit, può anche usare la flessibilità. Ma è necessario che anche in Italia il rapporto debito-Pil diminuisca""

Sabato 16 gennaio 2016, ore 12:37 - Continua la infinita diatriba tra Matteo Renzi e Jean Claude Juncker: intervenendo alla Reggia di Caserta questa mattina il premier Matteo Renzi ha ulteriormente piccato il presidente della commissione:

"L'Italia deve farsi sentire e far capire, con la gentilezza che le è propria, che è finito il tempo in cui ci telecomandavano da fuori. [...] L'Europa non può essere soltanto un pacchetto di regole che ci troviamo a dover seguire, è un grande ideale o non è. E' il tentativo di fare di questa parte del mondo un faro di civiltà e bellezza e non un'accozzaglia di regolamenti".

19:50 - Continua il battibecco tra Matteo Renzi e Jean Claude Juncker, dopo che nelle ultime ore i toni si sono alzati non poco facendo crollare quasi ai minimi storici i rapporti tra governo italiano ed Unione Europea.

In un intervista rilasciata al Tg5 ed anticipata da TgCom24 Renzi ha chiarito la posizione sua e dell'esecutivo:

"Non abbiamo attaccato Bruxelles o la Commissione, ma non sono uno che si fa intimidire da dichiarazioni ad effetto. Ho l'onore di guidare un grande Paese che dà un sacco di soldi all'Europa e chiede che siano spesi bene"

Renzi ha inoltre chiarito come la flessibilità sui conti sia stata sì una decisione di Bruxelles, ma solo dopo un lungo lavoro, che il presidente del consiglio definisce quasi personale.

15 gennaio 2016, ore 11:46 - Sembra che i rapporti tra il governo italiano di Matteo Renzi e la Commissione Europea di Jean-Claude Juncker siano ai minimi storici, sia dal punto di vista istituzionale che personale.

Le tensioni sono molte e vanno dal salva banche alla flessibilità con il giudizio sulla manovra italiana che ancora pende sul capo del governo Renzi. Inizialmente fu proprio Renzi a prendere di mira l'esecutivo di Bruxelles, ma oggi anche il Presidente della Commissione chiarisce quella che è la posizione europea nei confronti dell'Italia, non negando in alcun modo i rapporti pessimi, deterioratisi nel tempo:

"Probabilmente a fine febbraio mi recherò in Italia, perché l'atmosfera tra Roma e la Commissione non è delle migliori. Renzi si lamenta sempre che non sono mai stato in Italia da quando sono diventato presidente della Commissione [...] Il primo ministro italiano, che amo molto, ha torto a vilipendere la Commissione a ogni occasione, non vedo perché lo faccia. L'Italia a dir la verità non dovrebbe criticarla troppo: noi abbiamo introdotto flessibilità contro la volontà di alcuni Stati membri che molti dicono dominare l'Europa. Sono stato molto sorpreso che alla fine del semestre di presidenza italiana Renzi abbia detto davanti al Parlamento che è stato lui ad aver introdotto la flessibilità, perché sono stato io."

Le incomprensioni e le scaramucce tra Roma e Bruxelles sono oramai incalcolabili: nei giorni scorsi l'unico italiano presente nel gabinetto di Juncker, l'esperto giuridico Carlo Zadra, si è dimesso dopo una serie di contrasti con il capo di gabinetto Martin Selmayr, tedesco, culminati con l'attribuzione delle deleghe di Zadra a un collega britannico. I funzionari sono formalmente indipendenti dai Paesi di origine, ma per tutte le cancellerie è importante avere un punto di riferimento negli uffici in cui vengono forgiate le politiche europee

Il governo italiano si è molto irrirato ed ha usato parole durissime nei confronti della commissione, ma non è un mistero che l'operato italiano a Bruxelles è stato fino ad oggi molto blando: basti pensare alla "battaglia numero uno" di Renzi, quando riuscì a far entrare l'allora ministro degli esteri italiano Federica Mogherini nell'esecutivo europeo. Da allora Mogherini ha mostrato quale fosse il suo valore diplomatico: vicino allo zero.

Altri scontri tra Roma e Bruxelles si sono avuti in occasione della crisi dei quattro istituti bancari italiani, dopo le procedure di infrazione avviate dall'Europa nei nostri confronti su migranti e Ilva, e soprattutto dopo la denuncia del premier di un doppio standard nelle decisioni europee, a svantaggio del nostro Paese: secondo Renzi Bruxelles ha avuto un occhio di riguardo nei confronti del gasdotto Nord Stream, dopo la bocciatura del progetto South Stream che vedeva l' Eni come capofila, ma anche sul dossier dei migranti, sul quale gli altri Paesi non starebbero facendo quanto promesso. Roma accusa Bruxelles di attuare "equilibri di potere" poco trasparenti e democratici, accuse da sempre rispedite al mittente.

Al netto del logorarsi dei rapporti.

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