Xi Jinping in visita in Arabia Saudita, Iran ed Egitto. La Cina prova a mettere pace in Medio Oriente

BEIJING, CHINA - MARCH 13: Chinese President Xi Jinping (R) shakes hands with Saudi Crown Prince Salman bin Abdulaziz (L) after a welcoming ceremony at the Great Hall of the People  on March 13, 2014 in Beijing, China. Saudi Crown Prince Salman bin Abdulaziz will pay a four-day state visit to China from March 13 to 16.  (Photo by Lintao Zhang/Getty Images)

Il presidente cinese, Xi Jinping, ha iniziato ieri il suo tuor in Medio Oriente. La prima tappa è stata Riad, capitale dell'Arabia Saudita, dove ha incontrato le massime autorità del paese, compreso il monarca Salman bin Abdulaziz Al Saud. Poi, il leader della Repubblica Popolare andrà a Teheran e successivamente a Il Cairo.

Mentre la borsa è in difficoltà, per le stime di crescita dell'economia cinese riviste al ribasso e per il crollo del greggio, Xi ha in mente di ridurre le tensioni nello scacchiere asiatico. A tale riguardo, ricordiamo che Teheran e Riad hanno rotto le relazioni diplomatiche con il deflagrare del caso al-Nimr. Tuttavia evidenziamo che i due governi sono ai ferri corti da tempo, dopo aver vissuto un periodo di relativa tranquillità.

La monarchia saudita non ha mai digerito la fine delle sanzioni, decise nel negoziato sul nucleare, nel quale la Cina ha giocato un ruolo da protagonista. E uno degli effetti dell'accordo di Vienna è stata la caduta del prezzo del petrolio sotto i trenta dollari al barile, modalità con cui i paesi del Golfo pensano di poter tamponare sia l'ascesa sul mercato dell'Iran sia il sogno della piena autosufficienza energetica americana, attraverso lo shale gas. Sogno che pare già finito visto i 40 dollari del costo minimo di estrazione attraverso la tecnica del fracking.

Pechino, per parte sua, gioca un ruolo strategico, visto che è il primo partner commerciale dell'Arabia Saudita, dell'Iran e dell'Egitto. Xi, dunque, si prefigge di arrivare quanto prima ad una mediazione cercando di far valere lo status della Cina, che è il primo consumatore mondiale di petrolio.

Ieri, il re saudita ha accolto Xi con un banchetto a Al Yamamah Palace, la sua residenza ufficiale. All'incontro hanno hanno partecipato, tra gli altri, esponenti di spicco della famiglia reale, come il figlio del sovrano, il principe Mohamed Bin Salman, e il governatore di Riad, Faisal bin Bandar. Segnaliamo, inoltre, che è stata la prima visita ufficiale di un presidente cinese in Arabia Saudita dai tempio di Hu Jintao, nel 2009.

Xi, come hanno scritto i giornali sauditi, ha senz'altro interesse a rinsaldare ulteriormente i rapporti commerciali con Riad. In ogni caso, come dicono molti osservatori occidentali, pare che questa volta voglia anche palesare una discontinuità rispetto alla politica estera della Cina del passato. L'idea è quella di acquisire maggior peso diplomatico nella regione, non solo proponendo una mediazione tra sauditi e iraniani, ma anche con un maggior protagonismo su altre questioni.

Per quanto concerne la Siria, infatti, le autorità cinesi hanno mostrato un certo interesse nella direzione di una pacificazione. Ultimamente hanno ricevuto sia il ministro degli Esteri di Damasco, Walid al-Moallem, sia alcuni esponenti dell'opposizione. Pechino, inoltre, ha anche espresso la volontà di approfondire le relazioni di difesa e di contrasto al terrorismo con i paesi arabi, forse per paura della radicalizzazione della minoranza musulmana degli Uiguri. Alcuni degli appartenenti al popolo turcofono-islamico, ubicato nella regione autonoma dello Xinjiang, si sarebbero ultimamente uniti a gruppi estremisti in Iraq e Siria .

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