Vladimir Putin, secondo un’inchiesta britannica, ordinò l’omicidio di Alexander Litvinenko

Alexander Litvinenko fu avvelenato con il polonio-210 radioattivo nel 2006.

Secondo un’inchiesta pubblica britannica il Presidente russo Vladimir Putin ha probabilmente approvato l’omicidio di Alexander Litvinenko.
L’ex agente del Kgb, lo ricordiamo, morì nel 2006, a 43 anni, dopo essere stato avvelenato con il polonio-210 radioattivo che probabilmente aveva ingerito bevendo una tazza di tè.
Il giudice britannico Sir Robert Owen, che ha reso pubblici i risultati dell’inchiesta, ha spiegato che l’operazione che portò alla morte dell’ex spia che era diventata oppositrice di Putin venne “probabilmente autorizzata” dal presidente russo in persona e c’è una “forte probabilità” che i due killer che lo hanno ucciso fossero agli ordini dei servizi segreti russi Fsb.

Litvinenko dal 2000 viveva nel Regno Unito dove aveva ottenuto asilo politico dicendo di essere perseguitato e poi anche la cittadinanza. Lavorava come scrittore e giornalista ed era un forte oppositore del Cremlino. Incontrò i due killer, Andrei Lugovoi e Dmitry Kovtun, in un hotel di Londra dove si era rifugiato e morì poche settimane dopo quell’incontro, il 23 novembre 2006. Prima di morire disse esplicitamente che Putin aveva ordinato la sua uccisione, ma Mosca, negli anni, ha sempre negato.

Ora l’inchiesta britannica svela correlazioni tra la morte di Litvinenko e la Russia e in particolare tra il Cremlino e la criminalità organizzata. Per arrivare alle sue conclusioni Sir Robert Owen ha sentito 62 testimoni in sei mesi e ha svelato connessioni tra la vittima e i servizi segreti britannici.

Alexander Litvinenko

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO