Germania, rifugiati: gli alleati lanciano un ultimatum alla Merkel

BERLIN, GERMANY - NOVEMBER 13:  German Chancellor Angela Merkel is seen through a window and the reflection of a flag of the European Union as she waits for the arrival of Australian Prime Minister Malcolm Turnbull at the Chancellery on November 13, 2015 in Berlin, Germany. Turnbull is on his first official visit to Germany since taking office earlier this year.  (Photo by Sean Gallup/Getty Images)

Ieri l'Austria ha reso noto che vuole contenere le domande di asilo ad un massimo di 3 mila 500 nel 2016. Nel 2015, sono state in tutto 90 mila. La decisione, annunciata ufficialmente del governo di Vienna, sta già producendo i suoi effetti sugli equilibri politici europei, in particolare in Germania, dove i critici di Angela Merkel continuano a sostenere l'idea che sia necessaria una quota massima annuale per i rifugiati. Quota che la Cancelliera continua, per ora, a rifiutare.

Ma all'interno della Cdu della Merkel, e in una vasta fascia dell'opinione pubblica tedesca, le voci di dissenso sulle politiche migratorie diventano sempre di più e sempre più insistenti. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble, già sostenitore ad oltranza dell'austerità in Europa, ha fatto notare ieri che il "tempo stringe" e che è di massima urgenza trovare una soluzione condivisa in ambito Ue sui rifugiati.

La Cancelliera, per parte sua, ha detto ai suoi impazienti detrattori, soprattutto attivi nel partito della Csu della Baviera, alleato storico della Cdu, di attendere l'esito dei colloqui con la Turchia e il vertice europeo di metà febbraio. Se in questi appuntamenti non emergeranno soluzioni condivise a livello continentale, allora Berlino agirà da sola.

Il leader della Csu, Horst Seehofer, non sembra però avere intenzione di placarsi. Da mesi infatti è apertamente critico nei confronti delle posizioni della Merkel. Il politico conservatore non pretende solo garanzie alle frontiere, con un maggiore impegno nei respingimenti, ma continua anche a minacciare di volersi rivolgere alla Corte costituzionale. Al supremo organo, sarebbe pronto a chiedere il via libera per imporre misure straordinarie di controllo ai confini del suo Land, la Baviera (confinante con l'Austria).

Sul caso è intervenuto anche il Presidente della Repubblica federale tedesca, Joachim Gauck, che ha parlato di "una strategia per limitare" l'arrivo dei profughi. Secondo il capo dello Stato, che ha parlato dal forum di Davos, se le forze democratiche non discutono di un limite, "allora lasceranno campo libero ai populisti e agli xenofobi".

Gauck rigetta opzioni radicali, come la chiusura delle frontiere. Tuttavia, è alla ricerca di una composizione pragmatica delle posizioni in campo, altrimenti sarebbe in discussione addirittura la stabilità politica nel paese. E in vista delle prossime elezioni federali del 2017, anche gli alleati della Spd incominciano a temere uno spostamento a destra dei consensi. Per questa ragione, i leader locali socialdemocratici hanno incominciato a chiedere delle riforme e un cambio di rotta da parte del governo di coalizione.

Ora toccherà alla Cancelliera sbrogliare la situazione entro i prossimi mesi. Ma dall'Europa i segnali non sono incoraggianti, visto che si continua a procedere in ordine sparso.

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