Argentina, il presidente Macri cambia verso: subito una sterzata a destra

Thousands of people demonstrate against the government of Argentina's President Mauricio Macri at Plaza de Mayo Square in Buenos Aires on January 12, 2016. AFP PHOTO/EITAN ABRAMOVICH / AFP / EITAN ABRAMOVICH        (Photo credit should read EITAN ABRAMOVICH/AFP/Getty Images)

Ordine, disciplina e neoliberismo. In Argentina si fa già sentire il nuovo corso politico inaugurato da Mauricio Macri, eletto presidente al ballottaggio nel novembre scorso. Subito dopo aver battuto di misura il suo contendente, Daniel Scioli, il politico conservatore ha emesso una serie di decreti favorevoli alle banche e alle grandi imprese, ha attaccato duramente la fondatrice dell'associazione Madres de Plaza de Mayo, ha cambiato gli equilibri della Corte Costituzionale, ha minacciato di cambiare la legge sui media, ed ha poi continuato con una serie di misure "sicuritarie", tra cui quelle contenute in un provvedimento d'emergenza emanato in settimana.

Macri a 72 ore dall'insediamento ha abolito le restrizioni all'acquisto di dollari, restrizione che mirava a contenere le fughe di capitali all'estero. E,per di più, ha promesso un'ondata di privatizzazioni nei servizi pubblici e nella scuola. Ha poi fatto intendere che la legge sui media argentini, una delle più avanzate, deve essere rimessa in questione. La norma, che sostituì quella voluta 30 anni prima dalla dittatura militare, riorganizzava il sistema dell'informazione in tre settori: pubblico, commerciale e partecipativo (Ong, cooperative, università, media comunitari, sindacali, gruppi religiosi, femministi, associazioni, popoli indigeni). Ognuno di questi tre gruppi non può avere più di un terzo del totale del mercato.

Per ingraziarsi l'estrema destra, Macri ha anche accusato Hebe de Bonafini, la leader delle madri di Plaza de Mayo, di "incitazione alla violenza". Inoltre, ha fatto sapere che i responsabili dei crimini durante la dittatura non saranno più perseguiti.

Ad inizio anno, Macri ha deciso di portare il suo attacco al narcotraffico. Come riporta El Pais, tra le misure per contrastare il traffico di stupefacenti, ce ne'è anche una contempla la possibilità per l'aeronautica militare di abbattere aerei di sospetti trafficanti mentre sono in volo. La misura è stata denominata come la ley de derribo, ed è stata definita una "condanna a morte senza processo" da parte dei gruppi di opposizione.

Agustín Rossi, ex ministro della Difesa, ha aspramente criticato la scelta, definendola liberticida. Di tutt'altro avviso il ministro della Sicurezza, Patricia Bullrich, che ha ribadito che l'operazione dovrà seguire un'apposita procedura che impedisca di commettere errori. E, in ogni caso, ha ribadito che si tratta di misura d'emergenza.

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