Giappone, corruzione: ministro Economia accusato di aver intascato tangenti (e non solo)

Japan's Economic Revitalisation Minister Akira Amari (C) answers questions from reporters upon his arrival at his office ahead of talks with visiting US Trade Representative Michael Froman (not pictured) over deadlocked Trans-Pacific Partnership (TPP) negotiations in Tokyo on April 20, 2015. The Trans-Pacific Partnership is a trade framework negotiated between Australia, Brunei, Canada, Chile, Japan, Malaysia, Mexico, New Zealand, Peru, Singapore, the United States and Vietnam.     AFP PHOTO / Toru YAMANAKA        (Photo credit should read TORU YAMANAKA/AFP/Getty Images)

Akira Amari, ministro dell'Economia del Giappone, rischia di trascinare l'intero esecutivo presieduto da Shinzo Abe in un nuovo scandalo. Il giornale scandalistico, Shukan Bunshun, denuncia che un dirigente di una società di costruzioni avrebbe corrotto il politico nipponico e il suo staff per ottenere l'assegnazione di una commissione da 220 milioni di yen (1,73 milioni di euro al cambio attuale) per conto dell'ente pubblico-privato, Urban Renaissance Agency.

Già nel 2015 era accaduto che il ministro per l’Educazione e lo Sport, Hakubun Shimomura, era stato costretto a dimettersi dopo l’abbandono del progetto originario del nuovo stadio di Tokyo, ideato dall’archistar Zaha Hadid. Il costo della struttura fu considerato esorbitante. E anche in quell'occasione si scatenò un putiferio, che Abe difficilmente riuscì a gestire.

Questa volta saremmo difronte ad un classico caso di corruzione, che colpisce uno dei dicasteri più importanti. Secondo quanto riportato dal magazine, il ministro e la sua squadra sarebbero stati corrotti con un totale 12 di milioni di yen (94 mila euro), in cui sarebbero calcolati anche conti in locali notturni e pub. Ad inchiodare Amari, una foto insieme al dirigente.

Durante quell'incontro il ministro avrebbe ricevuto dei fasci di banconote da 3 mila e 500 euro in contanti e una porzione di yokan, una costosissima gelatina dolce di fagioli rossi dolci. Amari, uomo chiave nell'elaborazione del Trans-Pacific Partnership (l’accordo di libero scambio che coinvolge, tra gli altri, anche Stati Uniti, Canada, Messico e Australia ), ha respinto però tutte le accuse.

Nel corso di una conferenza stampa, il ministro ha promesso l'avvio di un'indagine chiarificatrice, che metta a tacere tutte le ombre cadute sulla sua persona e sul suo staff. Ma le rassicurazioni non hanno contenuto Yukio Edano, dirigente del maggiore partito di opposizione, il Partito democratico giapponese, che ha promesso battaglia in Parlamento.

Amari rischia un'incriminazione per corruzione e violazione della legge sul controllo dei finanziamenti. A poco meno di sei mesi dall'elezione della Camera alta Abe ha dunque una complicata situazione da sbrogliare davanti a sé. Proprio in questi giorni, in cui la borsa di Tokyo registra andamenti fortemente negativi.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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