Voto a 16 anni, pro e contro della proposta del Movimento 5 Stelle

Perché i 16enni dovrebbero poter votare, ed è giusto dare agli adolescenti il diritto di voto?

votare a 16 anni

Perché si dovrebbe dare il diritto di voto a chi ha 16 anni? E quali sono i pro e contro? Sui quotidiani se ne parla poco, ma il dibattito sulla possibilità di estendere il voto ai 16enni è esploso in rete dopo la proposta lanciata sul blog di Beppe Grillo dal Movimento 5 Stelle, con l'hashtag #VotoA16Anni:

A sedici anni puoi lavorare, puoi pagare le tasse, ma non puoi votare. Un giovane non può determinare il suo futuro attraverso la scelta del governo nazionale del suo Paese. E' un controsenso perché il giovane è il primo a doversi esprimere sul futuro, è colui infatti che lo vivrà più di altri, che ha più diritto a esprimersi su scelte realmente sostenibili. Siamo il Paese con le soglie d'età per entrare in Parlamento tra le più alte al mondo: 25 anni per essere eletti alla Camera e 40 per il Senato. Con la popolazione più anziana d'Europa e i giovani con il tasso di disoccupazione più alto d'Europa (40% tra i 18 e i 24 anni). Il voto a sedici anni esiste già in molti Stati: Austria, Argentina, Brasile, Ecuador, isola di Man, di Jersey e di Guersney, Cuba, in Svizzera nel cantone di Glarona e in Germania in molti Lander e in Scozia per il referendum sull'indipendenza. I 16 e i 17enni in Italia sono circa un milione e centomila, se potessero votare pareggebbero gli elettori cosiddetti anziani sopra i 65 anni.Sarebbe un più corretto equilibrio generazionale.

Che il Movimento 5 Stelle si intesti una battaglia del genere non stupisce molto, visto che è di gran lunga il primo partito nella fascia d'elettorato più giovane (18-25) e aumenterebbe di gran lunga le proprie preferenze se davvero i 16enni e i 17enni potessero recarsi al voto.

Della questione, però, sembrano essere proprio gli adolescenti i primi a non volerne sapere. Scorrendo la timeline di Twitter, in effetti, è davvero difficile trovare qualche parere positivo alla proposta, e sono gli stessi giovanissimi a esprimere molte perplessità.

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Sembrerebbe davvero un autogol. Più che votare Movimento 5 Stelle, gli adolescenti non vogliono votare, punto. E stando a quanto dice l'Osservatorio sui minori, hanno anche ragione a non volerlo fare:

Grillo non immagina quanto pericoloso sia il processo di adultizzazione forzato e quali ricadute sociali esso abbia. Mi dico certo che non ne ha la percezione. Tra 48 e 50 anni la differenza emotiva, psichica, biologica in un soggetto è inesistente. Tra un sedicenne e un diciottenne, invece, intercorre una differenza abissale, che sottovalutare significa ignoranza in materia e superficialità. A sedici anni si è in età evolutiva, cioè un periodo preziosissimo di formazione, di maturazione, in cui l’individuo palesa del tutto naturalmente instabilità emotive di non poco conto ed è per tali ragioni che la visione grillina è inaccettabile.

Altri, invece, la predono meno sul serio:

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