Regionali Lazio: Nicola Zingaretti torna sui suoi passi?


Per ora è solo una voce, ma nel PD romano regna il caos sul Risiko delle candidature alle Regionali del Lazio e alle Comunali per il Campidoglio. A parlarne è stato, con uno sfogo, il sociologo Domenico De Masi sulle pagine romane del Corriere della Sera, lanciando un appello a Nicola Zingaretti affinché rinuncia alla candidatura alla Pisana per puntare invece al Campidoglio, sfidando Gianni Alemanno nelle elezioni della prossima primavera. Un appello che, a quanto pare, è condiviso da molti esponenti del partito, e forse dallo stesso Zingaretti, secondo Italia Oggi.

Che il "dirottamento" di Zingaretti dal Campidoglio alla Pisana fosse stato un po' troppo improvviso era apparso chiaro a tutti, soprattutto perché l'ex presidente della Provincia aveva già cominciato la campagna elettorale per sfidare Alemanno, e i sondaggi lo davano come favorito. Nelle Regionali, invece, la partita è ancora aperta. All'indomani delle dimissioni di Renata Polverini la strada per il PD sembrava spianata, ma ora la strategia della governatrice, che ha rimandato all'infinito le elezioni finché non è stata costretta dal Tar a sciogliere il Consiglio, ha allontanato il ricordo dello scandalo Fiorito. E, secondo sondaggi riservati, la vittoria del centrosinistra non è più così scontata. Soprattutto se il Pdl dovesse trovare una candidatura unitaria attorno a un nome forte proposto dagli ex-An, che hanno un grosso seguito soprattutto nelle province (Berlusconi vorrebbe candidare la Meloni, come contentino), proprio dove Zingaretti è più debole.


Questo si somma all'incertezza nella corsa per il Campidoglio. Di nomi se ne sono fatti tanti, da Enrico Gasbarra a David Sassoli a Paolo Gentiloni, ma nessuno ha sfondato, tanto che Bersani insiste sulla necessità delle primarie. Ma comunque nessuno dei nomi finora proposti sembra in grado di impensierire Alemanno, e l'alternativa è convergere sulla candidatura del costruttore Alfio Marchini, in quota Udc. Un bel problema per il partito che, fino a pochi mesi fa, diceva che Alemanno stava cercando una exit strategy per evitare la sconfitta alle comunali.

Adesso la exit strategy la starebbe cercando Zingaretti, che ha accettato a malincuore e solo per seguire gli ordini del partito la candidatura alle Regionali. Tornare a candidarsi al Campidoglio eviterebbe al PD le primarie, ma sicuramente Zingaretti soffrirebbe di una perdita di credibilità e sarebbe facile bersaglio degli attacchi avversari. D'altro canto una sconfitta alle Regionali metterebbe fine alla parabola di chi sembrava predestinato a scalare in fretta i ranghi del partito e che veniva visto come uno dei sicuri leader futuri del PD. Ora è a un bivio e deve dimostrare di che pasta è fatto.

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