Incontro tra Renzi e Merkel a Berlino, che cosa si sono detti?

Gas, banche, migranti: i due leader provano a fare il punto dopo le tensioni delle scorse settimane.

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Dopo l'incontro bilaterale tra la cancelliera Merkel e il primo ministro italiano Renzi, che si è svolto a Berlino, sembra esserci una relativa sintonia tra i due paesi, che segue un mese di accese polemiche. Polemiche a cui aveva dato vita proprio il premier, mettendo in discussione la solidità delle banche tedesche e il raddoppio di North Stream proprio mentre veniva bloccato South Stream; mentre da parte sua Merkel attaccava l'Italia per aver bloccato i suoi 280 milioni di euro di aiuti alla Turchia.

Adesso le cose sembrano andare meglio: Germania e Italia sono unite nella difesa di Schengen (anche perché una chiusura delle frontiere porterebbe gravissimi problemi all'Italia, che accoglie per prima larga parte dei migranti) e anche nel tentativo di scongiurare un Brexit sul quale a breve si pronuncerà il popolo britannico.

"Se l'Europa abbandona Schengen, abbandona la sua anima. Berlino e Roma sono unite", ha detto Renzi in conferenza stampa. Per quanto riguarda l'eccezionale ondata migratoria, il premier ha detto che "il problema non si risolve in una settimana e che vanno prima di tutto risolti i problemi che causano questa ondata". Allo stesso tempo, Renzi ha confermato che l'Italia non ha problemi nel finanziare la Turchia, anche se tutti sanno che la ferma richiesta è quella che i soldi versati vengano scomputati dal patto di stabilità.

Proprio su questo tema si registra la dichiarazione a caldo di Salvini: "Merkel e Renzi danno soldi alla Turchia? Sono complici dei terroristi dello Stato Islamico", ha detto il leader della Lega Nord, facendo riferimento alle ambiguità di Ankara nel comportamento nei confronti dell'Isis, i cui militanti passano senza troppi problemi dalle sue frontiere.

Da parte sua, la Merkel ha ribadito l'urgenza di trovare una soluzione alla cosiddetta "emergenza profughi", spiegando anche la necessità di stanziare i fondi per la Turchia il prima possibile. Qualche pacca sulle spalle, però, è arrivata da parte di "Angela" (come l'ha più e più volte chiamata Renzi): "Bene il jobs act, la strada dell'Italia va nella direzione giusta, ha fatto le riforme che si attendevano".

Qualche parola, anche sulle politiche seguite dai vari governi: "Le politiche di austerity portano alla sconfitta dei governi", ha detto Renzi. Per poi specificare come, comunque, "l'Italia sia la prima a dire che il debito pubblico deve scendere e come non stia chiedendo nuove regole sulla flessibilità". Nel complesso, analisti importanti come quelli di Politico.eu fanno notare come Renzi stia cercando di conquistare più potere tra i leader europei, chiedendosi come e se Hollande e Merkel accetteranno questa sua strategia.

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