Militari italiani in Iraq: saranno mille gli uomini a Mosul

Saranno oltre 1300 i militari italiani in Iraq

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Venerdì prossimo il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare un provvedimento per l'invio di truppe italiane nel nord dell'Iraq, a protezione di un appalto miliardario vinto dall'azienda Trevi di Cesena per la riqualificazione della diga di Mosul: il contingente italiano diventerà così il secondo come consistenza nello schieramento internazionale dopo quello statunitense, che conta 3.700 uomini. I militari che serviranno sotto il tricolore saranno circa 1.300, di cui 900-1000 di stanza in Iraq.

Lo scorso 15 dicembre, al termine di un vertice sulla sicurezza dal presidente del consiglio Matteo Renzi, che ne parlò anche durante una puntata della trasmissione Porta a Porta quella sera, il Ministero della Difesa, sostenuto dal governo, decise di mettere a disposizione 450 militari italiani per proteggere la diga di Mosul, sul fiume Tigri in Iraq, una cinquantina di chilometri a nord della città settentrionale irachena occupata nel giugno del 2014 dal gruppo Stato islamico.

Attualmente fra Erbil, Baghdad, Kirkuk e le forze dell'Aeronautica basate in Kuwait sono già operativi circa 700 militari, inquadrati nella "Coalition of the Willing" a guida americana su richiesta del governo iracheno: a questo il governo italiano affiancherà altri 450 uomini previsti per la difesa dei lavori, e forse altri 130 operatori di soccorso dotati di elicotteri attrezzati per il recupero dei servizi e un campo di assistenza.

nella legge di stabilità è stato accantonato uno stanziamento extra di 600 milioni, che però difficilmente potrà bastare se contro Daesh si aprirà anche il fronte libico, con l'avvio delle operazioni sulle coste mediterranee.

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