Rondolino a Polisblog: "Le dimissioni di Walter? Una scelta politicamente sbagliata"

Oggi, in conferenza stampa, Veltroni ha provato a spiegare il perchè di questo suo gesto. Si è dimesso, ha mollato tutto, nonostante il no del coordinamento "per il bene del partito", ha detto. Ma cosa si cela dietro la sua scelta?
Dopo la Waterloo del Pd Polisblog fa il punto della situazione con Fabrizio Rondolino già capo ufficio stampa del Pds e già uomo della comunicazione di Massimo D'Alema ai tempi di Palazzo Chigi.

Rondolino alla fine Veltroni si è dimesso ….
"Mi è piaciuto il discorso con cui oggi ha motivato le dimissioni, ma politicamente non le approvo. Che il Pd stia male, è fuori di dubbio. Ma abbandonarlo a se stesso alla vigilia delle elezioni amministrative e europee mi sembra più una via d’uscita individuale che una scelta politica generosa".

Dice: "Basta farsi del male". Scelta giusta?
"Certo, farsi del male non è mai una buona cosa. Bisognerebbe però chiedersi perché questo accade. Forse è un intero ceto politico, sulla scena oramai da vent’anni, che deve farsi da parte".

Partito nel caos. Quale futuro per il Pd?
Non ne ho idea. Ma so che così non va, e penso che il caos di per sé non sia un male. C’è bisogno di discutere e decidere per davvero, e c’è bisogno di tempo per farlo. È al 2013 che bisogna guardare, quando si sceglieranno il nuovo presidente del Consiglio e il nuovo presidente della Repubblica.

Quanto ha contato il fattore Sardegna?
"Di certo la Sardegna è stata uno choc, soprattutto perché inaspettato. Ma credo che Veltroni già da qualche tempo meditasse di lasciare prima delle Europee…"

Qual è la sua lettura politica di ciò che è accaduto in Sardegna?
"C’è senz’altro una tendenza nazionale in atto a punire la sinistra: non tanto perché cresca il consenso verso Berlusconi, quanto perché cresce la delusione degli elettori di sinistra, che non vanno a votare o annullano la scheda. Però ogni voto locale ha prima di tutto cause locali: e dunque è a Soru che andrebbe rivolta qualche domanda…"

Ma Soru non doveva essere l'uomo nuovo del Pd, il "Cavaliere sardo"?
"Evidentemente no. O forse: non è tutto oro quel che luccica. Si può dare addosso a Veltroni su molte cose, ma certo in Sardegna ha perso Soru".

Pronostico. Chi sarà il prossimo leader del Pd?
"Non ne ho idea. Ma è difficile che sia Bersani".

Un partito a pezzi. Saranno tante le matasse da dipanare?
"Fondamentalmente una sola: il Pd è di sinistra o no? Se è di sinistra, si legherà al Partito socialista europeo e combatterà in Italia per la libertà di scelta e il testamento biologico; se non lo è, continuerà a perdere voti, consensi, uomini e idee".

Dopo solo 16 mesi di vita già un cambio della guardia ai vertici del Pd. Quali gli errori di Veltroni?
"Lo ha detto lui: "Il Pd è il sogno della mia vita ma non sono riuscito a farlo avanzare, mi scuso e per questo lascio".

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