Assemblea Nazionale del PD, la replica di Renzi: “Martedì chiudiamo sulle unioni civili”

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16.00 - Nella sua replica all'assembla nazionale del Pd, Matteo Renzi ha lanciato il suo ultimatum sulle Unioni Civili: "Non si deve correre il rischio che in nome di uno squallido gioco politico per far male al Pd si faccia male anche alle persone che aspettano solo di non avere più paura". Martedì sera, invece, ci sarà la riunione dei gruppi al Senato: "Ho dato la disponibilità a partecipare, approfondiamo e chiudiamo la partita". Ma resta da capire se si ricucirà con il Movimento 5 Stelle o se si cercherà l'accordo di governo con il Nuovo Centrodestra.

É iniziata alle 10 di oggi, presso l’Hotel Parco dei Principi di Roma, l’Assemblea nazionale del Partito Democratico, una giornata di lavori che è stata inaugurata, dopo un omaggio a Umberto Eco, da un lungo intervento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel corso del quale ha toccato una serie di temi attuali e spesso scottanti, dal caso di Giulio Regeni alla situazione in Europa, passando per le riforme attuate e da attuare fino ad arrivare alla recente critica alla spending review fatta dalla Corte Dei Conti.

Renzi è partito proprio ricordando Giulio Regeni e Valeria Solesin, deceduta negli attentati di Parigi:

Abbiamo scelto di tenere vivo il ricordo di Valeria, insieme a Hollande, dedicandole il vertice bilaterale Italia-Francia che quest’anno si svolgerà a Venezia l’8 marzo. […] Credo che l’Egitto sia fondamentale per contrastare l’Isis e sia un hub importante in Nord Africa. Ma proprio perché siamo amici, noi dagli amici pretendiamo la verità, anche quando fa male. A noi non basta la collaborazione, vogliamo i responsabili veri perché non è immaginabile che la morte di un italiano rimanga senza i responsabile. Non accetteremo mai una verità di comodo, non c’è business o realpolitik che tenga.

Sull’Unione Europea:

L’Ue sembra essere sempre più una roba da tecnici, cavilli, parametri, vincoli. Noi dobbiamo domandarci cosa sia l’Europa dei prossimi anni. Se c’è una questione che non si presta a una battaglia di consenso immediato, ma vedrà i risultati nel giro di un decennio, è la battaglia europea. […] In nome della solidarietà, alcuni Paesi nuovi arrivati prendono le risorse, ma si dimenticano poi di dare. […] Siamo entrati nel Pse perché pensiamo che l’Europa abbia bisogno della politica. L’Ue deve cambiare non solo sulla linea economica, ma anche su questa. L’America di Obama ha fatto crescere l’occupazione e fatto ripartire l’economia. L’Europa di Barroso no […] Oggi l’Europa è ferma, ha bisogno di una strategia che non sia dominata solo dagli egoismi di qualche Paese dominante.

Spazio anche alla spending review e alle riforme:

Abbiamo fatto 25 miliardi di tagli, Cottarelli ne aveva previsti 20). Noi abbiamo fatto +764mila posti di lavoro a tempo indeterminato in un anno e su questo tra di noi parte la discussione: ci sono gli incentivi (è ovvio, vedremo il prossimo anno cosa succederà…) ma questa è una cosa di sinistra, è un fatto positivo. […] La comunicazione è il modo per non rosicare, per non perdersi. Io da solo non ce la faccio, non sono in grado. O accettiamo l’idea che stiamo facendo uno sforzo tutti insieme oppure sarà soltanto una battaglia artificiale tra grandi team di comunicatori, ma avremo perso la gente. […] I numeri stanno cambiando, anche se c’è ancora tanta gente che ha perso il lavoro. Non siamo contenti, ma se il Pd fa il Pd e accetta la sfida delle riforme, bisogna anche fare uno sforzo casa per casa e raccontare che le cose stanno finalmente cambiando.

E non si poteva non andare a finire alle Unioni Civili. Renzi ha fatto il punto della situazione, unendosi alle critiche contro il Movimento 5 Stelle sul dietrofront dell’ultimo minuto sull’emendamento canguro:

Che paura possono fare due persone che si amano? A me fanno paura quelli che si odiano, non quelli che si amano. Ma sappiamo che il passaggio è numericamente delicato, i numeri al Senato sono questi: Pd 112, altri gruppi 208. Quando sento qualcuno fare in parlamento le polemiche contro alcuni gruppi, diciamolo con chiarezza: se non ci fossero stati alcuni gruppi, non ci sarebbero state anche le riforme. Per me il futuro è il Pd, non è la coalizione, ho fatto una battaglia su questo. Ma se sento che qualcuno dice che qualcuno non va bene e poi vuole cambiare la legge elettorale allora non va. Il gruppo di Verdini e Sel sono quelli che ci hanno dato una mano sulle unioni civili, lo so, sono strani amori.

E, ancora:

Non ci saremmo mai perdonati di non fare un tentativo con il M5S. C’è la sindrome Charlie Brown e Lucy con Beppe Grillo. Venti minuti prima del voto finale Zanda ha ricevuto la telefonata del dietrofront. Noi dovremmo farla una riflessione sui Cinquestelle. Quando non inseguono le sirene o non credono ai complotti, alle scie chimiche o ai chip sottopelle, rivendicano il diritto di governare. E si vede come governano a Quarto, Bagheria, Livorno. M5S ha un obiettivo: fare il male del Pd. Noi abbiamo un obiettivo: fare il bene dell’Italia. Questa è la differenza fondamentale.

I lavori proseguiranno per l’intera giornata odierna.

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