Obama annuncia la chiusura di Guantanamo

Barack Obama vuole chiudere Guantanamo prima della scadenza del suo secondo mandato presidenziale

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha parlato ai cronisti alla Casa Bianca del piano presentato oggi al Congresso americano per lo smantellamento del centro di detenzione di Guantanamo. Secondo il progetto, che il Presidente vorrebbe attuare entro la fine del mandato, i detenuti verranno smistate in 13 strutture sparse per il mondo fino alla fine della pena o, come ancora molti, in attesa del processo.

In realtà già da mesi i detenuti considerati non più pericolosi dall'amministrazione americana stanno venendo dislocati in altre località, come in Ghana, in Marocco e in altri paesi del mondo, ma l'obiettivo di Obama sembra essere la chiusura definitiva della prigione creata dal suo predecessore, il repubblicano Bush.

"Se qualcosa non funziona, dobbiamo cambiare corso. Da tempo è evidente che Guantanamo mina i valori americani e non aiuta la nostra sicurezza nazionale. E' controproducente nella lotta al terrorismo. Non è un parere mio ma degli esperti [...] Tenerla aperta è contrario ai nostri valori, è vista come una macchia. Quando parlo con gli altri leader, sottolineano che è un problema non risolto. [...] l piano per la chiusura riflette gli sforzi di tutta la mia amministrazione, a partire dal dipartimento della Difesa. Guantanamo non aiuta la nostra sicurezza nazionale, anzi è controproducente perché gli estremisti la usano come strumento di propaganda ed esaurisce risorse"

ha dichiarato il presidente americano. La chiusura della struttura è stata motivata anche da una questione di costi di gestione, che sarebbero altissimi: con la mossa verranno risparmiati tra i 65 e gli 85 milioni all'anno dopo 3-5 anni dalla chiusura effettiva del campo di prigionia che attualmente costa 45o milioni di dollari all'anno, vale a dire oltre 4 milioni per ciascuno dei 91 detenuti che vi sono ancora rinchiusi.

Nel supercarcere sull'isola di Cuba si trovano ancora 91 detenuti e personale formato da circa 2.000 tra civili e militari. Per 35 di loro c'è già l'autorizzazione al trasferimento. In realtà una larga parte del Congresso, non solo repubblicana, è contraria alla proposta della Casa Bianca e sarà una battaglia molto difficile quella che si dovrà affrontare. A tal proposito Obama ha giocato la carta del suo predecessore, ricordando come già il Presidente George W. Bush aveva dislocato 500 detenuti dal carcere nel corso del suo stesso mandato. Obama si è "fermato" a 147.

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