Pd, Speranza: "Dopo la fiducia di Verdini serve un congresso anticipato"

Roberto Speranza, esponente di minoranza del Partito Democratico, dopo la fiducia votata da Denis Verdini sul ddl delle unioni civili, chiede di anticipare il congresso del Partito Democratico. "Non si può più stare zitti ed è il momento che si faccia una discussione vera sull'identità del Partito Democratico. L'identità del Partito Democratico si può decidere solo in un congresso anticipato", questo il pensiero dell'ex capogruppo dei democratici alla Camera.

Insomma, ormai è chiaro alla minoranza che il governo potrà contare sui voti di Ala, il gruppo fondato dall'ex fedelissimo di Silvio Berlusconi e un tempo vicino a Dell'Utri e Cosentino. In questo modo, secondo Speranza, il Pd ne esce snaturato e chi dissente sarà ancora più emarginato.

Speranza precisa all'Huffinngotn Post che non è una questione personale o di nomi di facciata da lanciare alla segreteria. Il punto rimane il progetto politico, che ormai sarebbe completamente saltato:

"Quando un renzianissimo della prima ora come Matteo Richetti parla di rottamazione tradita è un segnale non trascurabile. Glielo ripeto. Siamo a un punto di svolta: sui territori il Pd imbarca non voti, ma ceto politico che stava con Cosentino, con Cuffaro, riciclati di una stagione di destra e fallimentare nel paese; in Parlamento vota la fiducia Verdini, il più fedele collaboratore di Berlusconi ai tempi della compravendita parlamentare e delle leggi ad personam. È caduta la maschera: Renzi doveva compiere la rottamazione e invece siamo di fronte all’ennesimo capitolo del trasformismo italiano"

Arriva immediata la replica di Debora Serracchiani. La vicesegretario del Pd, come riportato da Il Fatto Quotidiano, risponde duramente alle parole del collega:

"A Speranza ricordo che Verdini ha votato la fiducia al governo Monti e l’ha votata al governo Letta, oltre ad aver votato ieri per le unioni civili, passaggio storico atteso da anni. Il gruppo di Verdini non c’entra nulla con il Pd, non fa parte del nostro partito e mai ne farà parte. L’unico a tenere quotidianamente insieme il Pd e Verdini è proprio Speranza, che insegue i propri fantasmi o forse più semplicemente le dichiarazioni dei Cinque Stelle e di Forza Italia"

Difficile dire se il congresso sarà convocato in anticipo. Certamente Enrico Rossi, che ha ambizioni da segretario, non si presenta in queste ore come un contraltare a Renzi, visto che ha sminuito ieri la fiducia di Verdini al ddl. "Non c’è uno snaturamento della maggioranza", ha dichiarato durante la trasmissione 8 e mezzo di La 7.

Insomma, la questione dei diritti dei cittadini e della comunità Lgbt si è trasformata progressivamente in uno scontro di bassa politica. A venire fuori è stata una legge pasticciata, che con fastidioso parternalismo da parte dei renzieni viene definita in ogni sede come "un passo avanti". Ma soprattutto la norma è diventata uno strumento per allargare il perimetro dell'area di governo a destra.

Da una parte la sinistra Pd piange lacrime di coccodrillo, mentre dall'altra è sempre più palese (qualora non si fosse presa attenta visione dei provvedimenti economici del governo) che la rottamzione è diventata ben presto sinonimo di conservazione.

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