La lettera a Papa Francesco delle vittime australiane di pedofilia

Per chiedergli un incontro urgente, mentre si stanno svolgendo le audizioni del cardinal Pell.

In questi giorni si stanno svolgendo a Roma, in videoconferenza con l'Australia, le audizioni del cardinale George Pell, oggi ministro della finanze vaticane ma dal 1974 al 1996 arcivescovo della diocesi di Melbourne; periodo durante il quale, probabilmente, non fece tutto quello che avrebbe dovuto per smascherare i preti australiani accusati di pedofilia, come Edward Dowlan, Gerald Ridsdale e altri.

Sempre a Roma, sono presenti alcune delle vittime, tra cui Paul Levey, che per oltre sei mesi fu vittima ogni giorno delle molestie sessuali di padre Ridsdale. Le vittime di pedofilia hanno scritto una lettera a mano a Papa Francesco, per chiedere un incontro urgente, visto che loro saranno a Roma solo per pochi giorni.

"Non vogliamo fare recriminazione per quello che è successo, ma che la Chiesa ci aiuti a salvare le tante vittime che ancora non hanno parlato e che hanno bisogno di aiuto, per evitare altre morti, altri suicidi. Tutti noi abbiamo provato a suicidarci, per fortuna senza riuscirci. La città di Ballarat, che è molto cattolica, è scioccato da quanto è emerso. Vogliamo l'aiuto del Pontefice per fare sì che tutto questo non avvenga più".

La lettera è stata inviata al Papa e al suo vicario, il cardinal Vallini: "Non abbiamo la forza per combattere, vogliamo solo aiuto per la nostra comunità e crediamo che questo si debba farlo assieme".

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